Come diventare un autoriparatore professionista

Le qualifiche professionali sono certificate dalle Regioni, che hanno competenza specifica nel determinare l’iter formativo tramite il quale è possibile accedere al titolo.

Talvolta le Regioni direttamente, più frequentemente tramite enti di formazione professionale accreditati, associazioni di categoria, centri per l’impiego o altri enti, organizzano corsi periodici finalizzati all’ottenimento della qualifica.

Essi possono essere gratuiti, soprattutto per alcune categorie di persone (disoccupati o inoccupati, persone in situazione di disagio socio-economico o altro) o a pagamento e devono garantire un minimo di ore di formazione, divise fra la formazione teorica in aula, il tirocinio pratico o la formazione in situazione.

Anche Istituti tecnici e professionali di istruzione superiore, statali, comunali, paritari o privati possono rilasciare un diploma o un titolo che abiliti all’esercizio della professione.

Questi corsi valgono anche per l’adempimento dell’obbligo scolastico.

 

Cosa fa un autoriparatore professionista?

 

Per diventare un bravo autoriparatore sono fondamentali due cose: la passione e la pratica.

L’operatore alla riparazione di veicoli a motore è una figura professionale tecnica che si occupa della diagnosi meccanica ed elettronica del mezzo, realizzando, poi, interventi di manutenzione, riparazione, revisione, montaggio e smontaggio dei componenti.

Il professionista è in grado di operare su qualsiasi tipo di veicolo a motore ed è sempre aggiornato sulle normative vigenti e gli adeguamenti ad esse.

L’autoriparatore è in grado di intervenire anche sulle componenti elettriche ed elettroniche del veicolo.

I percorsi di studio più completi sono triennali o addirittura quinquennali e consentono, poi, di avere titolo per l’apertura di una attività in proprio.

Si tratta di un settore in cui si mantiene alto il livello occupazionale.

 

Come si apre un’impresa di autoriparazioni?

 

L’attività di riparazione dei veicoli a motore, compresi rimorchi, ciclomotori, macchine agricole, è regolata dalla legge 122/92.

Essa può riguardare tre categorie: meccatronica, carrozzeria e gommista.

In tutti e tre i casi occorre procedere presentando una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune nel cui territorio si intende avviare l’attività.

É bene ricordare che questo passaggio va effettuato anche se l’attività di autoriparazione è solo strumentale o accessoria ad altre attività dell’impresa, ad esempio le imprese di noleggio o di autotrasporto conto terzi.

Una volta completato il primo passaggio, occorre presentare l’iscrizione anche al Registro delle Imprese ed effettuare la denuncia al REA (Repertorio delle Notizie Economiche ed Amministrative), presso la Camera di Commercio.

Il titolare o i titolari dovranno, poi, compilare l’autocertificazione antimafia.

Ogni unità locale sede di officina dovrà documentare la preposizione di un responsabile tecnico.

 

Come si acquisisce il titolo di responsabile tecnico di un’autoriparazione?

 

I requisiti tecnico-professionali dell’autoriparatore sono stabiliti dall’articolo 7 della sopra citata legge 122/92, che è la normativa di riferimento.

Il responsabile tecnico dell’impresa di autoriparazioni deve essere cittadino italiano o di un altro stato europeo o col quale ci siano accordi di reciprocità.

Inoltre, non deve avere riportato condanne penali definitive per reti per i quali sia prevista una pena detentiva, nell’ambito dell’esecuzione di interventi di riparazione, modifica o ripristino di veicoli a motore.

Professionalmente, il responsabile tecnico deve avere già esercitato l’attività di autoriparatore come dipendete, da operaio specializzato, per almeno tre anni nel quinquennio precedente.

In alternativa, deve già essere stato, nel medesimo arco di tempo, titolare, socio o familiare collaboratore nell’ambito di imprese analoghe.

Ancora, deve avere la qualifica professionale di autoriparatore (con esperienza professionale certificata di almeno un anno nel quinquennio precedente) o avere un diploma di scuola secondaria o una laurea in materia attinente.

 

FONTE: www.autodiagnostic.it