| Fan Lijun / Torino |
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Mostra:
Fan Lijun. Il precipizio sopra le nuvole
GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta, 31a Torino
Inaugurazione, giovedì 21 giugno, 18,30 (solo su invito)
Mercoledì 20 giugno ore 18,00 – Circolo dei Lettori, Palazzo Graneri della Roccia - Via Bogino, 9
L’artista incontra il pubblico, con Danilo Eccher, Direttore GAM, Fan Di'an, Direttore NAMOC (National Museum of China) e Guo Xiaoyan, Vice Direttore Minsheng Art Museum di Pechino. Introduce Luca Beatrice. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Mostra aperta fino al 30 settembre
“Attraverso il mio lavoro desidero mostrare il cuore delle persone al di là delle apparenze ... Voglio che i miei dipinti siano come una tempesta e che quando li guardi suscitino un effetto così travolgente da lasciarti a chiedere come e perché”. Fang Lijun
Tra i protagonisti indiscussi della ricerca contemporanea in Cina, Fang Lijun nasce nel 1963, tre anni prima della Rivoluzione culturale, e comincia a dipingere a cinque anni, sperimenta incessantemente, disegna, inchiostra, dipinge ostinatamente. Nei primi anni ’90 Fang Lijun è tra i massimi esponenti del “realismo cinico”, termine coniato da Li Xianting e caratterizza- to da un sottile umorismo ribelle, dove la parola “ribelle” – che in cinese comprende il concetto di cinismo – include anche lo scherzo, il fare baldoria, comportarsi liberamente, la mancanza di moderazione, l’indifferenza e la capacità di vedere attraverso le cose. La ricerca personale lo porta a una progressiva evoluzione nel suo percorso artistico che lo conduce alla creazione di un mondo esteso di vastità eroica, profondamente umano, che racchiude storie di folle, paesaggi, nuotatori, teste affioranti, fiori, cieli e bimbi fluttuanti. Ripetitività e quantità sembrano dominare, ma la sua è una ripetitività che deriva da una pratica comune a tutto il pensie- ro orientale che si nutre delle tecniche meditative, scardinando la consuetudine dell’ordine cronologico (uno dei pilastri del pensiero occidentale) che perde così la sua efficacia. Una pittura rigorosa, particolarmente definita e armonica che racchiude i segreti dell’Oriente e suggerisce l’angoscia con- temporanea della perdita di identità, un’arte di ciniche fantasie: ciò che appare solare e sorridente può svelare una real- tà sofferente. Un mondo di paure quotidiane molto più vicino a noi di quanto si possa sospettare. (Charta 2012)
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