I ricordi evocati dai 5 sensi

I cinque sensi possono sono in grado di farci rivivere in maniera molto chiara ed emotiva tutto ciò che riguarda il nostro passato, tirandoci fuori emozioni positive, come il piacere o la gioia, oppure emozioni negative, come la paura, l’ansia o la rabbia. Persino una canzone può rimembrarci un momento particolare che abbiamo passato con un’altra persona o un viaggio fatto con gli amici. La vista di un paesaggio può farci tornare ai ricordi della nostra infanzia e tutto ciò che abbiamo vissuto in un determinato luogo. Di qualsiasi ci siamo avvalsi  per rievocare un ricordo, una cosa è certa: se un senso viene stimolato per evocare un ricordo, anche gli altri 4 sono chiamati in causa.

francescadelloro.itL’olfatto è l’organo sensoriale che si trova più vicino all’ippocampo, una delle strutture cerebrali responsabili della nostra memoria. È collegato al sistema limbico, che è il centro emotivo del cervello. Il resto dei sensi (la vista, l’udito, il gusto e il tatto), invece, devono percorrere una lunga strada prima di arrivare alle zone del cervello che si occupano della memoria e delle emozioni. Utilizzare l’olfatto per annusare profumi originali ha una grande influenza positiva sull’umore e sul modo di affrontare la giornata. Essere a contatto con odori floreali, freschi e piacevoli aiuta a stare bene con gli altri e persino a rendere di più in situazioni lavorative e personali. Dall’altro lato, è persino in grado di risvegliare in noi ricordi molto vivi e di riprodurre sensazioni che contengono quella miscela di sensibilità e tristezza che chiamiamo nostalgia.

La vista invece, permette di generare un ricordo guardando un semplice oggetto, una stanza o un paesaggio, e puoi farci immergere in omenti della nostra vita passata che consideriamo piacevole. Avete mai provato poi, quella sensazione di essere già stati in quel posto o di aver già vissuto prima quella situazione o quell’esperienza? Stiamo parlando proprio del misterioso “dejà vu”.

Per quanto riguarda il gusto, quando mangiamo, il cervello integra tutte le sensazioni con l’informazione che ha immagazzinato nella memoria; cerca i dati collegati a determinati piatti che mettiamo in relazione con quella stessa sensazione, con situazioni precedenti o con altri alimenti che risvegliano in noi stimoli simili. Per questo motivo, il gusto può trasformare in ricordi le sensazioni scatenate dal cibo.

Un altro piacevole senso che può stimolarci altrettanto piacevoli ricordi riguarda i suoni. Quante volte abbiamo pensato o abbiamo persino ascoltato una certa colonna sonora in un momento preciso della nostra vita o collegato un suono sentito per strada con un particolare momento del nostro vissuto? Il professore di psicologia dell’Università della California a Davis, Petr Janata, dice che “La nostra vita quotidiana non ha una colonna sonora spontanea, ma molti dei nostri ricordi sono strutturati come se fossero film mentali che vengono proiettati nella nostra testa quando ascoltiamo un brano musicale che ci è familiare e che agisce come colonna sonora”.

Ultimo ma non meno importante è il ricordo che è in grado di procurarci il tatto semplicemente con piccoli gesti che vanno dal svoltare la copertina di un libro a piegare un lenzuolo di seta e ancora da accarezzare un prato erboso a mettere le mani sotto la sabbia calda e lasciarsi accarezzare la pelle dai suoi granelli.

Tutte queste affascinanti sensazioni che si collegano ad un altrettanto affascinante mondo scientifico, formano quelle dosi di semplicità che ognuno di noi ha bisogno per vivere una vita formata da sfumature di ricordi, dai più piacevoli a quelli un po’ meno, ma a volte rivivere un ricordo spiacevole può aiutarci a renderci più forti e ad affrontare la vita con il sorriso e con quella marcia in più.