Perché studiare una nuova lingua?

Può rappresentare una scelta difficile a causa di tutte le implicazioni ad essa relative. Imparare una nuova lingua, però, può aprire le porte del nostro futuro, regalandoci orizzonti assolati. Oggi, infatti, il mercato lavorativo si muove sul piano internazionale, a prescindere dalle proporzioni della realtà con cui andiamo ad interagire. Non solo, anche lo studio, ormai, sposta i propri asset all’estero, consigliando agli universitari così come ai liceali di maturare una buona dimestichezza con le lingue straniere.

Imparare una nuova lingua può essere semplice con la giusta spinta. Essere seguiti da insegnanti qualificati potrebbe, dunque, segnare un punto di svolta nell’assimilazione di determinati concetti. Trovare delle scuole private che offrano questo tipo di servizi non è difficile, specie nelle grandi città come la Capitale. Oggi, iscriversi a dei Corsi di lingue (a Roma) è all’ordine del giorno, così come farlo in altre metropoli.

Forse, gli unici territori del Bel Paese che ancora stentano a adeguarsi alla rivoluzione globalizzata sono le piccole provincie che, da nord a sud, tendono a trovarsi abbastanza in difficoltà in questo senso. Questa guida mira proprio a sbloccare chiunque abbia remore al riguardo, a prescindere da dove provenga, fornendo valide motivazioni sull’utilità di imparare una nuova lingua.

Perché imparare una nuova lingua, i motivi personali

Oggi, è possibile connettersi con persone provenienti da ogni parte del mondo in maniera istantanea, trovando nelle barriere linguistiche l’unico, vero, limite. Imparare una nuova lingua potrà aiutarvi, quindi, a rendervi più sicuri, nel fare nuove amicizie, ad esempio, a capire film e serie televisive senza sottotitoli o per aiutare, semplicemente, qualcuno che ha difficoltà, fornendogli indicazioni.

Il cervello, poi, trarrà giovamento dal processo di apprendimento. Imparare nuove terminologie ed una grammatica precedentemente sconosciuta, infatti, rafforza la memoria e rende minori le possibilità di essere affetti da malattie legate all’avanzare dell’età. Frequentare un corso di lingua, poi, vi permetterà di conoscere persone provenienti da ogni angolo del globo, specie quando vengono seguiti all’estero, stabilendo connessioni nuove e, potenzialmente, durature.

La conoscenza di una nuova lingua, infine, vi permetterà di aprire gli occhi in un modo nuovo di fronte alle dinamiche sociali delle culture diverse. Ognuno di noi, del resto, è condizionato dai processi che si riferiscono al background di contesto. Solo attraverso il confronto con altri mondi si potrà mettere in discussione il modo di fare, vivere e pensare sviluppato nella propria comfort zone.

Ragioni pratiche

Se questi motivi non dovessero essere sufficienti a convincervi dell’importanza di imparare una lingua straniera, allora dovreste riflettere sulla possibilità di viaggiare fuori dal vostro Paese, scoprendo nuovi mondi e mescolandosi al meglio con i popoli autoctoni, al fine di stabilire relazioni migliori e vivere l’esperienza a pieno.

Non solo, parlare una lingua straniera rende le persone più fiduciose nei confronti di sé stesse. Questo, potrà permettervi di effettuare un cambiamento radicale e, magari, di andare a vivere, lavorare o studiare all’estero. Vien da sé, dunque, che in presenza di un bagaglio linguistico folto si abbia la possibilità di ricevere maggiori opportunità lavorative.

Con un paradigma, come quello aziendale, sempre più aperto nei confronti della globalizzazione, conoscere una lingua vi permetterà di entrare in contatto con realtà provenienti da oltreoceano, di interagirvi con dimestichezza e, in ogni caso, di tentare un numero più ampio di percorsi di carriera possibili.

Data la possibilità di lavorare da remoto, inoltre, coloro che saranno impossibilitati a cambiare totalmente vita trasferendosi in un altro paese, avranno la possibilità di esercitare la professione tra le mura domestiche o, magari, recandosi in una filiale situata in Italia della propria company, per effettuare le mansioni di cui sono incaricati.

Il test per trovare il lavoro ideale: hai mai sentito parlare di ikigai?

Ore 07:00 di Lunedì mattina. Eccola, puntualissima, la sveglia. Mario si stropiccia gli occhi e, il cervello ancora impastato dagli strascichi dell’ultimo sogno, si domanda cosa stia combinando nella vita.

Perché deve alzarsi e andare a fare un lavoro che non solo non è il suo lavoro ideale, ma nemmeno gli piace.

Soldi? Agiatezza? Sappiamo bene che spesso non sono risposte sufficienti.

Ci siamo sentiti tutti Mario almeno una volta.

Che sia successo dopo anni di lavoro in azienda o che sia all’ultimo anno di università, quando ci sono troppe possibilità in gioco e nessuna idea di cosa si voglia davvero fare.

Ecco perché oggi vogliamo parlarti di questo concetto, un test quasi, per aiutarti a trovare quello che è davvero il tuo lavoro ideale. E, magari, non essere più Mario, non quel Mario almeno.

Cos’è lo ikigai

Forse hai sentito parlare di questo metodo giapponese che ti aiuta nella strada verso la felicità. Forse hai anche pensato che fosse una sorta di scherzo da guru: diciamocelo, non esiste un vero metodo per la ricerca della felicità, anche perché, se esistesse… Ecco, sì. Saremmo tutti felici.

In quest’articolo, però, vorremmo farti vedere come sia possibile, e senza troppo sforzo, sfruttarne il lato più pratico.

Magari questo articolo e questo test non ti insegneranno la felicità, ma ti aiuteranno a trovare qualcosa di più prezioso: la tua soddisfazione personale (e soprattutto il lavoro che davvero vuoi!!).

Scopriamolo insieme!

Lo schema dello ikigai

Ikigai, checché venga millantato come il metodo per raggiungere la felicità, è una parola giapponese che semplicemente significa: ragione di vita. Quella che pare proprio mancare al Mario del nostro esempio.

Per alcuni può essere la persona amata. Per gli abitanti della paradisiaca Okinawa, nel sud del Giappone, pare che sia alzarsi molto presto alla mattina.

In questo nostro ragionamento, noi invece sfruttiamo il test per perseguire il nostro obiettivo: come trovare il lavoro ideale?

Innanzitutto, osservando la figura che segue, osserviamo 4 domande le cui risposte andranno ad intersecarsi tra loro per generare la risposta principale, il nostro ikigai.

I principi dello ikigai

Questo schema si basa su 5 pilastri:

  • Cominciare dalle cose piccole e dai piccoli momenti
  • Dimenticarsi di sé
  • Armonia e sostenibilità
  • La gioia per le piccole cose
  • Stare nel qui e ora

Ciò che si evince da queste poche righe è che la cosa importante è prendersi del tempo, per riflettere e capire. Le risposte alle domande non saranno mai immediate.

Insomma, il nostro Mario non dovrà avere fretta nel voler cambiare le cose. Sarà un percorso lungo ma sicuramente darà i suoi frutti se seguito correttamente.

Veniamo dunque alle 4 domande.

Il test per capire il tuo lavoro ideale

Cos’è ciò che ti piace fare?

Si parte da qui. Un elenco di ciò che ti piace e ti è sempre piaciuto fare.
Carta e penna alla mano, scrivi di tuo pugno quale siano le cose che ti fanno brillare gli occhi. Quelle che, anche se sei stanco, non vedi l’ora di fare.
Prenditi il tuo tempo e scrivi tutto.

Canto, ginnastica… Per me è senza dubbio la scrittura!

Cos’è che sei bravo a fare?

Con un po’ di sano spirito critico, procedi in questa seconda fase.

Riprendi l’elenco scritto sul tuo foglio ed evidenzia quelle cose che non solo ti piacciono, ma anche sai fare molto bene! Magari che ti hanno detto che tu sai fare molto bene.

A questo punto, il test si fa più complicato: del resto, nessuno aveva detto che trovare il lavoro ideale sarebbe stato semplice!

– Di cosa il mondo ha bisogno?

In questa fase, dovrai trovare quali siano le tue risorse che possano essere utili al mondo. Quali capacità tu possa offrire alla società, come tu possa aiutare gli altri grazie alle cose che sai fare.

Non è una domanda facile cui rispondere ed è per questo che lo abbiamo detto all’inizio: non sarà un cambiamento rapido, dall’oggi al domani. Richiede impegno e, soprattutto, tempo.

Una volta risposto a questa domanda, ecco l’ultima.

Per cosa puoi essere pagato?

In fondo, stiamo parlando di un test per trovare il lavoro ideale e di guadagni bisogna pur parlare. Anche nello ikigai, quindi, c’è questa parte. Ve l’avevo promesso: è un concetto che in realtà è molto concreto!
A questo punto, sei pronto.

Puoi unire le tue passioni alla tua vocazione, alla tua missione nella società, e trovare infine quale sia la tua professione.

Non è un percorso facile, ma ne va della nostra stessa esistenza. Non credi che valga la pena fermarsi a rifletterci su?

Se vuoi saperne di più, ti consiglio “Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici“, di Bettina Lemke. Ovviamente… studiane il lato più pratico!

Chief digital officer: 5 motivi per cui semplifica e migliora il tuo business

La Digital Transformation o trasformazione digitale è un percorso necessario verso un’unica direzione: l’adeguamento di un’azienda alle dinamiche mutevoli delle tecnologie digitali da applicare nei processi organizzativi, sviluppo di modelli e prodotto e strategie di marketing.

Anche in passato, la tecnologia in vari settori è sempre stata in costante evoluzione; la differenza è che a quei tempi l’uomo, le società e le organizzazioni avevano maggiore tempo per adattarsi, ora c’è la trasformazione digitale, un processo molto più complesso di quello che possa sembrare.

Non tutte le aziende hanno però intrapreso questo percorso dal momento che bisogna avvalersi di una figura che sia in grado di guidare l’impresa verso questo cambiamento; ovvero lo chief digital officer.

Andando ad analizzare meglio, la professione di chief digital officer consistite proprio nel ridisegnare le strategie, i processi, i modelli, la gestione dati e l’IT, tutte attività che guideranno un’azienda verso una nuova era.

Ma vediamo nello specifico perché è importante affidarsi ad uno chief digital officer.

Chi è lo chief digital officer

chief-digital-officer

Questa figura professionale venne in qualche modo introdotta nel 2012 da David Willis (vicepresidente di Gartner) etichettandola come “ruolo strategico più eccitante nel decennio a venire”.

Entrando nello specifico, lo chief digital officer è un professionista dalla profonda conoscenza digitale avanzata e delle dinamiche aziendali nell’ambito del proprio business.

Il suo lavoro consiste nell’individuazione del percorso di adattamento, disruption e trasformazione aziendale con l’intento di colmare il divario esistente tra analogico e digitale in tutti i rami di un’azienda.

Anche se nata da pochi anni, questa figura professionale sta assumendo un ruolo fondamentale all’interno di una società o organizzazione.

La sua responsabilità è enorme considerando quanto sia difficile la transizione dall’analogico al digitale; ciò che ancora gli manca sono delle competenze ben delineate.

Tuttavia, considerando la continua evoluzione della tecnologia, lo chief digital officer ha il vantaggio di potersi continuamente aggiornare e stare al passo con i cambiamenti repentini senza perdere di vista i propri obiettivi dal punto di vista di crescita aziendale.

5 attività dello chief digital officer in grado di semplificare e aumentare il business

chief-digital-officer

La Digital Transformation necessita di 5 attività essenziali che questa figura professionale è in grado di perseguire.

Ecco quali sono:

  • Costruire una strategia aziendale tramite una visione chiara degli obiettivi – il ruolo del CDO in tal senso è di far confluire le informazioni in tutti i settori e condurre l’azienda verso un preciso obiettivo. Può essere considerato una sorta di “creatore” in grado di gestire e coordinare le modifiche dei processi dentro un’organizzazione;
  • Fare da collante tra i diversi team – se uno chief digital officer vuole stabilire le priorità e supportare ogni ramo aziendale attraverso specifici programmi di programmazione, deve riuscire assolutamente in questo intento;
  • Intercettare la domanda del cliente – un aspetto fondamentale, considerando quanto l’introduzione della tecnologia mobile stia modellando il comportamento dei consumatori. Siccome il settore si muove ad altissima velocità, non tutte le aziende sono in grado di tenere il passo, ma il CDO può ridurre questo gap attraverso il lavoro di intercettazione della domanda prima che questa venga confluita altrove, cosa che si tradurrebbe con la perdita di una grande porzione di mercato;
  • Guidare i dipendenti verso il percorso di trasformazione digitale – è una delle priorità essenziali di un CDO. Un’azienda che intraprende tale percorso ha bisogno che le persone coinvolte nel processo capiscano e abbraccino nuove modalità di lavoro, e un vero professionista deve essere la loro guida “spirituale” in questo;
  • Attivare e monitorare continuamente – un cambiamento comporta il continuo controllo della realtà aziendale. Soltanto con il controllo dei dati e l’analisi delle attività, lo chief digital officer è in grado di garantire che vengano utilizzati nel modo appropriato. L’utilizzo dei dati in un’azienda ha bisogno di un esperto capace di analizzarli per identificare il comportamento del cliente e come poter ottenere il massimo da lui, cosa che solo un CDO può fare.

 

Corsi di massaggio per diventare professionista del benessere

Al giorno d’oggi, è possibile specializzarsi in una professione con un pizzico di impegno e di studio, oltre che di pratica. I corsi di massaggio sono un must imperdibile, perché consentono di imparare l’antica arte della manipolazione del corpo, ma non solo. Sono anche un’occasione per conseguire una specializzazione e per entrare in uno dei settori più in del momento: quello del benessere.

Per diventare un operatore del benessere è necessario studiare, impegnarsi, ma anche seguire un corso professionale, che possa realisticamente offrire un piano di studi impegnativo. Se vuoi iniziare a specializzarti, puoi visitare Tao – Scuola Nazionale di Massaggio per maggiori informazioni sui corsi.

Corsi di massaggio, a cosa servono?

A tutti gli effetti i corsi di massaggio sono degli investimenti per il futuro. Le professioni del benessere, al momento, sono tra le più scelte, e non è difficile comprendere il motivo. Il settore Wellness & Spa ha subito delle importanti rivoluzioni nell’ultimo periodo. Un numero sempre crescente di persone ormai vuole prendersi cura di sé, concedersi del relax, e quale occasione migliore se non richiedere un massaggio?

Ovviamente, in qualità di massaggiatore certificato si aprono porte importanti: è possibile lavorare in centri benessere specializzati, così come nelle Spa, nei centri estetici, se non addirittura aprire un proprio studio di massaggi, o ancora offrire massaggi a domicilio. A cosa servono i corsi? Ad affinare la tecnica, ma anche a ottenere la certificazione di operatore del benessere, che è comunque essenziale per operare in questo settore.

Corsi di massaggio, mai sottovalutare la specializzazione

corso-massaggio-professionista

Uno degli aspetti più interessanti dei corsi di massaggio è sicuramente la possibilità di potersi specializzare. In che senso? Dal momento in cui esistono varie tipologie di massaggio, è possibile scegliere la migliore per sé: dal massaggio californiano al massaggio Shiatsu, ogni massaggiatore ha in realtà un proprio talento. Il corso professionale per massaggiatori propone ovviamente varie tecniche, oltre alle base: con una specializzazione, sarà ancor più semplice trovare lavoro.

I corsi proposti da Scuola di Massaggio Tao ti permettono di usufruire della loro piattaforma, in cui puoi studiare e ripassare, e ovviamente avrai modo di ricevere il tuo attestato di perfezionamento. La formazione viene sempre garantita, e la specializzazione ti aiuterà a entrare nel mondo del lavoro senza particolari problemi.

Corsi di massaggio, opportunità lavorative

Quali sono i vantaggi di seguire un corso di massaggio? Oltre a ricevere una preparazione adeguata, studiando i fondamenti dell’anatomia e fisiologia, si potranno anche imparare le tecniche base del massaggio, come gli sfioramenti, le frizioni, gli impastamenti, le percussioni e le vibrazioni. Pertanto, le opportunità lavorative saranno molteplici, potendo contare su una formazione specializzata.

Corsi di massaggio, cosa si studia

Cosa si studia nei corsi di massaggio? Il percorso formativo in questo caso non è solo tecnico, non è solo un insieme di nozioni. No, è molto di più, perché bisogna anche capire le necessità dei propri clienti, per offrire loro il miglior benessere possibile. La manipolazione del corpo è un’arte antica, messa in pratica sin dal passato. I clienti, quando richiedono un massaggio, hanno sempre delle esigenze specifiche.

Pertanto, il percorso formativo per massaggi approfondisce l’anatomia, ma anche quelle materie che migliorano la comunicazione e persino l’interazione. Si ha la possibilità di approfondire i massaggi olistici e perfezionare la tecnica di manipolazione, favorendo così il relax, il benessere psicofisico. Nel programma di preparazione non mancano comunque moduli dedicati alle lesioni muscolari, ai vari tipi di massaggio, alla preparazione del massaggio, ai benefici e alle meccaniche delle manovre di massaggio.

Come diventare operatore del benessere

Per diventare un massaggiatore qualificato, è necessario iniziare a muovere i primi passi in questo settore. Certo, un corso di massaggi è indubbiamente importante, perché in questo modo puoi iniziare a formarti, a specializzarti, e di conseguenza conseguire un primo attestato, così da inviare il tuo curriculum nei centri benessere: più in generale, potrai mandarlo in qualsiasi centro che opera nel settore Wellness & Spa.

In genere, ricordiamo che un massaggiatore non è solo competente o professionale, ma deve essere anche in grado di comunicare con il cliente. Per quanto riguardano invece le normative della professione, si deve fare riferimento alla Legge n.4 del 2013. Attualmente non esiste comunque un albo ufficiale dedicato ai massaggiatori, ma è possibile trovare delle associazioni di categoria.

Coordinatore amministrativo, cosa fa e quali sono i requisiti per diventarlo

Il coordinatore amministrativo è una delle figure più importanti degli ultimi tempi. Le aziende pubbliche o private hanno bisogno di un aiuto e supporto nella gestione. Sotto questo aspetto, la figura del coordinatore amministrativo è diventata maggiormente richiesta, perché si occupa degli adempimenti amministrativi, contabili e fiscali a tutto tondo.

Naturalmente, in base ai suoi obblighi lavorativi, è semplice comprendere come mai sia tanto essenziale studiare e formarsi, tenersi costantemente aggiornati. Una figura del genere avrà bisogno di una infarinatura economica, finanziaria, gestionale, dal momento in cui si ritroverà a predisporre fogli di calcolo, gestire la posta elettronica, provvedere al controllo di incassi e pagamenti. Se stai valutando di formarti e di migliorare le tue competenze, prova il corso coordinatore amministrativo online su Alteredu.

Chi è il coordinatore amministrativo?

Dopo aver dato un’occhiata generale ai compiti del coordinatore amministrativo, è importante approfondire cosa fa: è un punto di contatto tra i dipendenti, ma anche tra i dipartimenti interni ed esterni. Segue non solo chi lavora in un’azienda, ma anche eventuali clienti, fornitori e ovviamente istituti di credito.

I compiti di un coordinatore amministrativo non sono semplici, perché possono variare in base al dipartimento: per esempio, oltre ai compiti da ufficio e amministrativi, possono intervenire riguardo alle politiche da ufficio, andando a osservare il lavoro dei dipendenti e suggerendo delle strategie ove necessario.

Dal momento in cui la gestione è uno dei punti più importanti, un coordinatore amministrativo ha bisogno di offrire delle competenze specifiche e sicure. A parte essere esperto nel servizio al cliente, deve essere in grado di effettuare un controllo sulle forniture, oltre che essere specializzato nell’utilizzo di tecnologie.

Diventerai un professionista esperto in supporto amministrativo, potrai seguire la gestione informatizzata di tutti i servizi dell’azienda, ma anche dell’archivio, del database. Inoltre, avrai la possibilità di occuparti del rilascio di eventuali estratti, copie di documenti o certificazioni.

Come diventare coordinatore amministrativo?

Esistono dei corsi specifici per diventare un coordinatore amministrativo. In genere, si può seguire il corso con in possesso il diploma di scuola media superiore. Cosa studia questa figura professionale? I corsi si suddividono sulla base di numerosi moduli di studio, che si snodano tra materie base e la specializzazione, così da diventare maggiormente esperti.

Generalmente, infatti, si approfondirà la lingua inglese, ma anche materie come informatica applicata, ragioneria, elementi di programmazione economica. Si dovranno seguire delle lezioni di pubblica amministrazione e funzioni gestionali, oltre che elementi di biblioteconomia, tecniche di project making e project management. Infine, non mancherà un’infarinatura di funzioni amministrativo contabili.

Perché scegliere un corso di coordinatore amministrativo

Dal momento in cui questa figura ha avuto un vero e proprio boom di richieste negli ultimi anni, potrebbe essere un ottimo modo per cambiare lavoro e rimettersi in gioco. Ovviamente, è importante seguire un corso qualificato e professionale, come quello che potrai trovare sulla piattaforma Alteredu.

Nel corso avrai modo di affinare le tue capacità sul campo dell’amministrazione, della contabilità, dell’organizzazione e anche della gestione. Il corso di Alteredu come coordinatore amministrativo è riconosciuto dal Miur, e dunque potrai sfruttarlo per aumentare il tuo punteggio nelle Graduatorie del Personale ATA.

Il corso ha una durata totale di 500 ore, in cui potrai partecipare alle lezioni in videoconferenza, ma non solo, perché potrai anche studiare in piena autonomia sulla piattaforma. Ovviamente, ci sarà anche modo di mettersi alla prova sul campo mediante il sistema Project Work.

La qualifica di coordinatore amministrativo offre poi innumerevoli sbocchi professionali, dal momento in cui si potrà partecipare ai bandi pubblici. Una volta che avrai seguito il corso, potrai infine affrontare l’esame, dove riceverai l’attestato di qualifica professionale: sarà in linea con l’articolo 6 del decreto legislativo 16/01/2013.

Corso OSA riconosciuto dal MIUR, quanti punti da e come utilizzarlo

OSA e OSS sono senza dubbio i titoli più richiesti attualmente nel panorama legato al mondo ospedaliero; soprattutto dopo la pandemia il settore si è reso conto di aver bisogno di più supporto e sicuramente saranno previste assunzioni nei prossimi anni. Per questo motivo se stai cercando lavoro, il corso OSA può fare per te: riconosciuto dal Miur, accreditato dalla Regione Campania e valido in tutta Italia è senza dubbio un percorso formativo importante che dà modo di lavorare accanto a persone che hanno bisogno di un supporto concreto. Il corso che si occupa non solo dei compiti fisici ma forma anche a livello comunicativo, psico-pedagogico e legislativo mette l’operatore nella posizione di poter iniziare da subito a lavorare in campo socio sanitario.

Il settore medico ha un aumento di richieste concreto per il settore sanitario e sono soprattutto Operatori Socio Sanitari e Operatori Socio Assistenziali ad essere assunti; tra i motivi per seguire i corsi però c’è anche la possibilità di avere un riconoscimento da parte del MIUR che assegnando dei punti può aiutare a scalare le posizioni per trovare posti di lavoro. Il corso OSA permette di ottenere un punto, mentre se si svolgono entrambi i corsi sono due i punti che vengono aggiunti al punteggio già esistente. L’idoneità permette di accedere quindi ai concorsi pubblici con uno o due punti in più; in vista dell’aggiornamento della graduatoria ATA avere titoli riconosciuti dal Miur può fare la differenza e aiutare. Oltre ai corsi appena citati vi segnaliamo che anche qualifiche come EIPASS danno modo di aumentare il proprio punteggio, così come attestati ECDL e certificazioni informatiche specifiche segnalate dal sito ufficiale MIUR.

Di cosa si occupa un OSA

Un Operatore Socio Assistenziale è un professionista che ha seguito un corso di almeno 600 ore sia teorico che pratico per poter diventare un valido supporto per persone che necessitano di aiuto domestico e in struttura. Un OSA deve essere rigorosamente maggiorenne e si occupa di igiene personale, pulizie per l’assistito e collaborazione nella riabilitazione con altre figure specializzate. È quindi un supporto per il benessere fisico e psicologico del paziente. Da non confondere con OSS; l’operatore socio assistenziale e quello socio sanitario si occupano di compiti differenti. L’OSA si occupa per lo più di persone abili che necessitano di supporto, l’OSS invece va a lavorare anche con anziani e diversamente abili fornendo un supporto differente.

Corso OSA: dove svolgerlo e qual è il programma

Se stai pensando di seguire il corso OSA riconosciuto dal Miur dai un’occhiata alla proposta di AlterEdu, sito web specializzato che offre corsi in modalità e-learning efficaci. Il corso di OSA, ovvero di Operatore Socio Assistenziale, si svolge attraverso 5 moduli che complessivamente contano 600 ore. Il corso online, accreditato dalla Regione Campania, dà modo alle persone che sentono il desiderio di inserirsi in questo settore di imparare ad operare nel modo corretto a contatto di anziani e portatori di Handicap sia presso strutture come case di riposo e ospedali, sia presso centri diurni riabilitativi. Con 84 ore di video lezione con il docente e 336 ore in cui l’alunno studia autonomamente su materiale didattico, il corso attira l’attenzione dei più ambiziosi anche grazie alle 180 ore in ProjectWork in cui vengono assegnati compiti da svolgere in contesti aziendali o lavorativi. Il corso, accreditato dalla Regione Campania, è valido e riconosciuto su territorio nazionale. Marcia in più di questo corso è la possibilità di sfruttare l’e-learning, metodo che dà modo di formarsi online dando una preparazione completa ma più flessibile negli orari.

Corso OSA: quanti punti da?

Seguendo il corso OSA riconosciuto dal Miur si riesce a guadagnare 1 punto per la graduatoria personale ATA come collaboratore scolastico. Si tratta quindi di un aiuto concreto per poter scalare la graduatoria e riuscire più facilmente ad ottenere un posto di lavoro. Se in aggiunta si segue anche il corso OSS disponibile sempre su AlterEdu, potete ottenere ben due punti con queste qualifiche per poter salire in classifica.

Differenza tra OSS e OSA

Entrambe le professioni, oltre ad aiutare a scalare la graduatoria, sono ottime per trovare effettivamente lavoro ma si occupano di mansioni differenti pur lavorando a stretto contatto. Entrambi i professionisti possono lavorare nel campo sanitario e sociale ma svolgono funzioni differenti; se l’OSS vanta una formazione prettamente medica, l’OSA ha una preparazione più psicologica e pratica per assistere i pazienti. Nulla vieta di poter entrare in possesso di entrambe le qualifiche per poter avere più opportunità lavorative ma soprattutto per avere una preparazione a tutto tondo nel mondo del lavoro.

 

Lavorare in banca, come formarsi e come candidarsi

Nell’immaginario collettivo il banchiere è una figura professionale che passa tanto tempo allo sportello a sbrigare pratiche: non è più così. Oggi chi lavora in banca ha altri ruoli, legati maggiormente all’analisi dei dati e alle consulenze. Lavorare in banca resta tuttavia una professione molto ambita, che richiede un percorso formativo specialistico e, come tutti i lavori del futuro, ricco di competenze tecnologiche e soft skills. A tal proposito l’OCSE, a seguito di uno studio effettuato nell’anno della pandemia, ha consigliato a ogni stato di prevedere piani di formazione continua per consentire ai lavoratori di specializzarsi ed essere aggiornati sulle competenze fondamentali per tenersi al passo con i tempi. In questo l’Italia è fanalino di coda, con un tasso di formazione degli adulti al 23% contro la media europea del 40%.

Per lavorare in banca quindi, oltre alla formazione accademica, per continuare a crescere sarà importante coltivare competenze digitali e personali con aggiornamenti periodici e training di lavoro.

Come formarsi

Come già anticipato, per lavorare in banca è fortemente consigliato il possesso di una laurea. L’ambito economico è quello più affine alle professioni bancarie, perché consente di avere una formazione tecnica utile per comprendere i meccanismi di gestione di conti correnti e degli investimenti. La laurea in economia aziendale online può essere una soluzione per studiare in piena autonomia senza doversi necessariamente spostare da casa per seguire le lezioni. Grazie alla piattaforme messe a disposizione dagli atenei online, come Unicusano, si può accedere al materiale didattico in ogni momento della giornata, utilizzando l’e-learning come metodologia di apprendimento.

Una volta conseguita la laurea, le professioni bancarie più richieste, oltre all’operatore di sportello, saranno: consulente e promotore finanziario, risk manager, crediti manager, marketing manager e addetti alla clientela. Seguono poi le professioni dirigenziali, come il direttore e il vicedirettore di filiale, il personale che si occupa delle risorse umane, il responsabile dei contatti con l’estero e delle relazioni con il pubblico.

Sono tutte figure di alto livello, alle quali si può accedere frequentando dei corsi specifici post laurea, come i master. È tuttavia importante per chi desidera intraprendere questa carriera capire sin da subito in quale ramo specializzarsi per poter subito orientare la propria scelta. Le banche infatti non sono tutte uguali: ci sono dei piccoli istituti che richiedono responsabilità minori rispetto ai grandi istituti bancari. Il consiglio è quello di optare per una carriera graduale, senza il rischio di entrare in un contesto troppo oltre le proprie competenze.

Come candidarsi

Il modo più semplice per candidarsi come dipendente bancario è quello di compilare il form sui siti delle banche, che sono delle banche dati di CV consultate periodicamente dai responsabili HR. Sui siti inoltre spesso sono proprio indicate delle posizioni aperte e in quel caso è più semplice individuare la professione per cui si è idonei. Il consiglio è quindi di registrarsi nella sezione lavoro dei siti ed effettuare delle candidature spontanee per entrare negli archivi interni delle banche. Per diventare consulente finanziario bisogna registrarsi all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari, che indice ogni 4 mesi le prove per sostenere l’esame, che può essere evitato solo se si ha una comprovata esperienza in questo tipo di mansione.

Corsi SEO su Seostart.it: la nostra recensione a riguardo

Ottimizzazione SEO per un sito vincente

Per la visibilità di un sito occorre una buona ottimizzazione SEO. L’acronimo SEO sta per Search Engine Optimization ossia Ottimizzazione per il Motore di Ricerca. La strategia SEO serve a dare ad un sito web un buon posizionamento nei motori di ricerca, questo grazie ad una serie di tecniche volte a migliorare l’indicizzazione ed il posizionamento di un contenuto. In pratica ottimizzare un sito in ottica SEO, significa farlo rientrare tra i primi risultati di una determinata ricerca tramite i motori. Per ottenere questo occorre che i contenuti siano ben strutturati e completati da link idonei. Un buon posizionamento nei motori di ricerca è indispensabile per un sito che voglia acquistare valore. È impensabile che un sito possa balzare in testa ai motori di ricerca se non è stato correttamente impostato secondo le regole SEO. Ogni motore di ricerca funziona in base a tre step principali: la scansione, l’indicizzazione e il posizionamento. Ed è proprio analizzando queste tre fasi che le tecniche SEO possono incidere nel successo di un sito. Scrivere un contenuto SEO implica scrivere un testo originale, utile per l’utente, con keyword pertinenti.

Studiare le strategie SEO

Per impostare il proprio sito in modo che sia sempre in vetta alle classifiche dei motori di ricerca occorre conoscere molto bene le strategie e le tecniche SEO. Il modo migliore di acquisire tali conoscenze è quello di frequentare un buon corso SEO. Anche se si intende sfruttare le conoscenze SEO che si acquisiscono per utilizzarle nel mondo del lavoro è importante iscriversi ad un corso SEO davvero valido. Per chi ha problemi di tempo la soluzione è iscriversi ad un corso SEO online. La rete presenta una vasta gamma di corsi SEO online, ecco la nostra recensione sui corsi SEO su Seostart.it.

Corsi SEO su Seostart.it

Seguire un corso SEO su Seostart.it è un’ottima scelta in quanto a nostro avviso è tra i più validi della rete. Seostart è una realtà giovane e vincente. Qual è la caratteristica principale del corso SEO su Seostart? La caratteristica principale è quella di condurre l’allievo ad apprendere le nozioni in modo graduale “step by step”. Così facendo si riesce a passare da non avere nessuna o quasi nozione SEO a diventare esperti. Il videocorso Seostart insegna passo dopo passo a creare il proprio sito web, ottimizzarlo in funzione dei motori di ricerca e posizionarlo ai vertici degli stessi. Grazie al corso si acquisiscono le nozioni fondamentali per capire come analizzare il canale di ricerca per individuare le nicchie più utili al proprio caso. Nel videocorso si imparerà a costruire un portale ottimizzato e a monitorare come il proprio sito sta andando sui motori di ricerca. Seostart.it nasce dall’intuizione geniale di Adriano De Arcangelis imprenditore digitale ed esperto SEO. La sua ventennale esperienza nel campo digitale è ora messa a disposizione di quanti vogliono imparare le tecniche SEO per dare visibilità e credibilità al proprio sito. Ed è proprio questa la mission che si propone Adriano De Arcangelis portare a tutti le conoscenze SEO e fare capire quanto queste incidano nella creazione di un sito vincente oppure no. Riteniamo quindi che il corso SEO, sia davvero un ottimo corso in particolare per quanti cominciano ora a muovere i primi passi nell’ambito della creazione di un sito web ed hanno nulla o poche conoscenze in ambito SEO. Le videolezioni sono chiare, semplici e progressive ed aiutano in modo graduale ad entrare nel meraviglioso mondo SEO.

Laurea online: costi, vantaggi e svantaggi

Complice la pandemia da Covid-19, il numero degli studenti che ha scelto quest’anno di iscriversi ad un ateneo online è salito. In realtà, questo trend era in aumento già da diversi anni, ma quest’anno esso ha superato le aspettative dei rettori delle università online. L’idea di prendere una laurea online, dunque, sembra solleticare l’attenzione di molti. Eppure, per molti studenti che si iscrivono felici a questi atenei moderni, ce ne sono molti altri che vi stanno alla larga. Come se non bastasse, poi, vi sono molti adulti e datori di lavoro che ritengono la laurea online una laurea appartenente ad una categoria inferiore rispetto a quella tradizionale. Sono piuttosto diffuse le voci che vogliono la laurea online un corso di studi semplificato e con esami rilassanti rispetto a quelli svolti dalle facoltà tradizionali. Ma è davvero così? Vediamo quali sono le caratteristiche della laurea online, compresi prezzi, vantaggi e svantaggi.

La laurea online è riconosciuta in Italia

In Italia, la laurea online è valida e riconosciuta al 100%. Da diversi anni, infatti, è stato introdotto il valore legale della laurea, che consente a tutte le laurea conseguite di avere lo stesso valore. Oltre alla laurea online è possibile conseguire tramite queste università telematiche master, specializzazioni e titoli magistrali. Sulle diverse piattaforme Internet, è possibile scoprire e scegliere i migliori corsi di formazione online.
Quindi, l’unica cosa che cambia tra questi corsi e quelli tradizionali è la formula di erogazione. Aule e lezioni frontali per la tradizione, smartphone, slide e tablet per i corsi online.

I vantaggi della laurea online

Tra i vantaggi offerti dai corsi di laurea online c’è senza dubbio quello del risparmio di tempo. Se si deve recarsi in un’università fisica, occorre spessa attraversare città trafficate con l’unico risultato di dover uscire da casa almeno un’ora prima dell’inizio della lezione. Con le facoltà online, ciò non succede. L’unica cosa di cui si deve preoccuparsi è di riservare tempo allo studio. Ma questo studio può essere condotto nei momenti che si preferisce, senza uscire dalla propria abitazione.
Infatti, conseguire una laurea online significa anche potersi organizzare come meglio si crede, poiché le lezioni in diretta sono poche e facoltative, mentre la maggior parte del materiale viene spedito alla mail dello studente che può consultarlo quando gli è più comodo.
Come se non bastasse, poi, le università telematiche sono solite fornire ai propri studenti tutto il materiale di studio necessario. Non occorre nemmeno comprare libri con queste facoltà!

Quali sono gli svantaggi delle facoltà universitarie online

Purtroppo, nessuna università al mondo è perfetta e senza difetti. Anche le lauree online presentano alcune pecche. La prima di queste pecche riguarda il loro costo. Una laurea online può arrivare a costare anche 25.000 euro, ma può anche superare ampiamente questa cifra. La laurea online dal costo minore, invece, si aggira sui 2.000 euro annui, cifra non molto distante da quella proposta dalla università tradizionali. Tuttavia, un’ulteriore pecca della facoltà universitarie online è che queste non offrono spesso la possibilità di ottenere delle sostanziose riduzioni dei contributi studenteschi, ma propongono un unico prezzo a tutti gli studenti assieme a qualche rara borsa di studio.
Inoltre, è bene sapere che quando si frequentano delle lezioni solo online, viene meno l’aspetto sociale e il contatto diretto con il professore. Comunque, per ovviare a questo problema, molte università online hanno creato delle community per i propri studenti e hanno istituito dei tutor dedicati a piccoli gruppi di studenti. Questi tutor interagiscono direttamente con i ragazzi e rispondono a tutti i loro dubbi sulle lezioni, dando anche preziosi consigli per la preparazione dell’esame e il colloquio con il docente.

 

Corso RLS per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

La sicurezza sul lavoro è uno degli aspetti più importanti e dibattuti degli ultimi anni, soprattutto in seguito ai sempre più numerosi incidenti e all’emanazione del nuovo standard ISO 45001:2018 che definisce la normativa da seguire per una maggiore sicurezza per i lavoratori.

Le aziende che puntano alla corretta gestione della sicurezza dispongono di un RLS, ossia di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza che viene eletto tra i dipendenti aziendali.

Per poter fornire l’RLS di una formazione adeguata sulle normative relative al contesto salute e sicurezza sul lavoro, le aziende devono garantire a questa figura la possibilità di accedere a corsi specifici, organizzati dalle Regioni o da enti qualificati ed autorizzati ad operare nella formazione.

Va sottolineato che questo tipo di corso, della durata di 32 ore, è fondamentale per permettere al RLS di disporre delle conoscenze relative non solo ai rischi sul lavoro in generale, ma soprattutto a quelli relativi al proprio ambito e presenti nella propria azienda.

Inoltre, avrà la possibilità di imparare a riconoscere non solo le situazioni o le aree di rischio, ma anche i soggetti maggiormente coinvolti; per questi, sarà necessario definire obblighi specifici che garantiscano un corretto approccio al lavoro, tramite una formazione adeguata su eventuali macchinari o strutture da utilizzare e, naturalmente, relativi ai DPI specifici per quel tipo di attività.

Il corso per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza è regolamentato dal Decreto Legislativo 81/08 e successive modifiche ed è un diritto di tutti i RLS.

D’altro canto, per l’azienda stessa è fondamentale che il proprio personale sia sempre formato e aggiornato su quanto riguarda la sicurezza in ambito lavorativo per poter operare nel pieno rispetto delle normative vigenti e, soprattutto, per avere la certezza che non si verifichino incidenti che potevano essere evitati con una maggiore consapevolezza dei rischi sul lavoro.

Come sono strutturati i corsi RLS

Già è stato evidenziato che un corso RLS deve permettere ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di avere tutti quegli strumenti e le conoscenze per poter valutare la sicurezza del proprio ambiente lavorativo.

Per poter raggiungere tale obiettivo, il corso deve avere una durata minima di 32 ore; è possibile che alcune Regioni o enti formativi scelgano dei realizzare corsi di durata maggiore, offrendo, oltre alle materie obbligatorie, anche ulteriori informazioni per una maggiore crescita e formazione di queste figure di riferimento per la sicurezza.

La suddivisione del corso prevede che almeno 12 ore dovranno essere dedicate a formare i RLS su quelli che sono i rischi specifici del proprio ambiente lavorativo e, soprattutto, sulle misure di protezione e prevenzione da adottare.

Per avere la certezza di un apprendimento corretto, al termine del corso è previsto un quiz valutativo e, in caso di esito positivo, verrà rilasciato un certificato che attesti la preparazione specifica.

In relazione alle tematiche e alla suddivisione delle ore va specificato che queste sono definite dalla normativa vigente.

In particolare, un corso per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza deve necessariamente prevedere lezioni sui principi giuridici e sulla legislazione relativa alla sicurezza sul lavoro, nonché sulla definizione di fattori di rischio e sul loro riconoscimento e valutazione.

Dovrà inoltre essere presente una sezione relativa alla normativa delle attività previste per un RLS e una che prevede un approfondimento delle tecniche di comunicazione.

Conclusioni sul corso RLS

I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza dovranno poi seguire regolarmente dei corsi di aggiornamento che, per legge, dovranno essere di almeno 4 ore all’anno per aziende con un numero di dipendenti compresi tra i 15 e i 50 e di almeno 8 ore all’anno per aziende con un numero di lavoratori superiore a 50 unità.

Fonte delle informazioni: https://www.hsformazione.it/corsi/16/corso-rls