E-commerce? Forse!

Nel marasma della crisi mondiale, delle chiusure di migliaia di aziende,  della disoccupazione che ne consegue, spesso in età non più papabile per le ditte che assumono, con un portafoglio desolatamente vuoto e nessuna possibilità di poter investire in un affitto, per non parlare di scaffalature, e magazzino, più capitale sociale e quant’altro, sorgono come funghi nuovi negozi online, complici anche le infinite pubblicità viste sui social che ti invitano ad aprire il tuo e-commerce senza alcuna spesa…

Ma è davvero così?

Analizziamo il fenomeno, senza parlare una lingua che verrebbe capita solo da un popolo di nerd che, grazie a Dio, non ha bisogno di alcuna spiegazione.

Partiamo, per esempio, con l’hobbistica.

Mettiamo che sei una donna di quasi 50 anni, con la grandissima passione per le api, i fiori e tutti gli insetti che impollinano, perché sei consapevole che la Terra, senza di essi, avrebbe pochi anni di vita prima dell’estinzione.

Decidi, quindi, di creare dei deliziosi sacchetti in stile Shabby Chic con dei semi di fiori particolarmente amati da queste piccole creature, da vendere come ricordini e bomboniere per gli eventi da ricordare, affinché, chi li riceva, piantandoli, non solo ricordi piacevolmente l’evento a cui ha partecipato, ma riempia i propri balconi, davanzali, terrazze, giardini, di fiori che richiamano api, bombi, farfalle e quant’altro.

Non hai alcuna possibilità economica per poter accedere ad una piattaforma a pagamento e non sei nemmeno particolarmente brava con il computer.

Bitrix è la piattaforma che fa per te, non hai bisogno di registrare un dominio, è completamente gratuita, sì, è base, e i contenuti che puoi pubblicare sono pochi, ma nel tuo caso, questa piattaforma può essere perfetta per te, anche perché, se le vendite vanno bene, puoi fare il salto e investire una piccola somma per aggiungere contenuti e per dare un nome che non sia impossibile da ricordare al tuo sito.

Un po’ di dimestichezza coi social, per promuovere i tuoi prodotti (Instagram e Facebook Business sono completamente gratuiti), una rete di amici che condivida i tuoi contenuti, e il gioco è fatto! Certo, i guadagni non sono altissimi, soprattutto i primi tempi, ma, appunto, essendo gratis, come si dice? A caval donato, non si guarda in bocca!

Sempre in tema di risparmio, il consiglio da seguire, per avere una buona resa per una minima spesa, è il Dropshipping.

In pratica, detto molto grossolanamente, è il famosissimo Conto Vendita, ma senza magazzino, affitto, scaffali ed altro.

Sempre parlando terra-terra, prendendo ad esempio il settore merceologico dell’abbigliamento, la spiegazione è: sono un grande marchio. Solitamente vendo in franchising. Distribuisco la mia ultima collezione nei negozi autorizzati, esclusivisti, nelle  boutique.

Se va molto bene, io, grande marchio, continuo il rifornimento a questi canali. Se, però, qualche capo non è particolarmente gradito, resta sugli scaffali, fin quando sopraggiungono i saldi di fine stagione. Qualcosa resta e le boutique devono fare spazio alla nuova collezione, quindi mi inviano l’invenduto, che io, in ogni caso, distribuirò nei vari Outlet distribuiti sulle Penisola.

Se anche qui qualcosa resta sul groppone, cosa ne facciamo?

Li vendiamo ai canali Dropshipping!

I quali, facendo pagare un canone annuale, ti consentono di avere una vetrina visibilissima online coi prodotti presenti in magazzino.

Il tutto corredato dalle foto originali dei prodotti, descrizione e tutto quello che possa servire ad una piattaforma online per rendere chiaro e appetibile il prodotto.

Il prezzo, ça va sans dire, è di almeno 3 volte più basso di quello di listino.

La tua spesa? L’abbonamento al canale dropshipping ed ad una piattaforma di vendita online quale WordPress.

Anche in questo caso, i tuoi migliori amici saranno i vari social su cui condividere le foto del prodotto, magari aggiungendo il tocco di un Copywriter che rende il capo di abbigliamento ancora più interessante di quello che già la foto possa suggerire…

Insomma, la strada, per un piccolo, piccolissimo imprenditore, non è semplicissima, ma si può fare, n’est-ce pas?

Come trovare nuovi clienti per un e-commerce di bomboniere

Il 2021 sembra segnare una ripresa importante per il settore delle cerimonie dopo gli effetti devastanti dell’emergenza sanitaria, questo è il momento giusto per pianificare investimenti e migliorare gli asset operativi per le aziende che legano il proprio business agli eventi senza farsi trovare impreparati.

Matrimoni per lo più, ma anche battesimi, comunioni, cresime e anniversari sono tornati e con loro il classico dono agli invitati come ringraziamento per la partecipazione: le bomboniere!

Una tradizione per lo più italiana che ha visto il proliferare negli anni di produttori, importatori, distributori all’ingrosso e al dettaglio di qualsiasi tipo di oggettistica, dal complemento d’arredo alle bomboniere alimentari.

La vendita online con un e-commerce di proprietà rappresenta un ottimo canale distributivo per le aziende del settore, infatti, in molti hanno deciso di lanciare il proprio progetto, con un’accelerazione anche legata ai trend del consumo digitale.

Inoltre i grandi marketplace mondiali (Amazon, eBay, ecc…) sembra non la facciano da padrone in questa nicchia dove le competenze verticali e la personalizzazione dei prodotti rappresentano un plus che porta i consumatori a preferire il medio-piccolo negozio online di settore.

Hai aperto il tuo e-commerce di bomboniere e oggettistica per la casa? Stai pensando di avviare un business in questa nicchia potenzialmente profittevole? Ecco come trovare nuovi clienti per un e-commerce di bomboniere.

Molte sono le strategie da poter implementare, analizziamo cosa puoi fare da subito per portare traffico e aumentare le vendite del tuo negozio online.

Definisci la tua buyer persona

Tutto parte dai clienti. Le buyer personas sono l’identikit del tuo cliente ideale creato analizzando i dati a disposizione o tramite ipotesi e ricerche di mercato.

Questa raffigurazione idealizzata del cliente deve essere quanto più ricca possibile di dettagli, ad esempio:

  • Chi è e cosa lo caratterizza
  • Età, sesso, provenienza geografica, occupazione e altri dati anagrafici
  • Perché e come sceglie un brand rispetto ad un altro
  • Il suo vissuto quotidiano e la giornata tipo
  • Le sue abitudini, aspirazioni e ambizioni personali
  • I suoi valori e le sue paure

Le buyer personas sono fondamentali per strutturare il processo di acquisto in un e-commerce, come per qualsiasi altro tipo di business, perché è solo conoscendo a fondo i propri clienti che si può costruire un piano di marketing efficace, dalla creazione dell’inventario, alla comunicazione emozionale ed informativa.

Partire bene con questo primo step significa avere basi solide per sviluppare in maniera adeguata tutto il resto.

Quindi, fermati un attimo e chiediti: conosco bene chi effettua acquisti nel mio e-commerce? Cosa li spinge a scegliere me piuttosto che un mio concorrente? Come posso replicare questi vantaggi comunicando con nuovi potenziali clienti? All’opera!

Lavora sulla SEO

La SEO, acronimo di Search Engine Optimization, include tutte le attività per rendere un sito più visibile nei motori di ricerca migliorandone il posizionamento nel ranking dei risultati. Quanto meglio un contenuto è posizionato all’interno dei motori di ricerca, Google su tutti, tanto più ha la possibilità di essere trovato e visto dagli utenti.

I tuoi potenziali clienti in questo momento stanno ricercando online “bomboniere matrimonio 2022”, va da sé che se il tuo e-commerce di bomboniere è in decima pagina dei risultati di ricerca per questa parola chiave, non verrà cliccato da queste persone e perderai occasioni di vendita rispetto ai tuoi competitor che magari sono posizionati in prima pagina.

Google ha pubblicato la sua guida SEO, con indicazioni generali per ottimizzare le pagine web, ma, per approfondire, diversi sono gli accorgimenti da seguire per dare i giusti segnali ai motori di ricerca in modo tale che considerino il tuo e-commerce un risultato migliore di altri per le parole chiave interessanti per il tuo business.

L’attività SEO si divide principalmente in due aree complementari: SEO on page e link building.

La SEO on page attiene fondamentalmente alla cura di alcuni aspetti interni al sito:

  • Velocità di caricamento delle pagine
  • Pulizia del codice HTML
  • Organizzazione della struttura
  • Attinenza dei contenuti (URL, titoli, headings, testi, immagini) rispetto alle parole chiave utilizzate dagli utenti.

Proprio l’analisi delle parole chiave utilizzate è il primo step da cui partire per un lavoro SEO fatto per bene.

La link building, invece, attiene ai segnali che arrivano dall’esterno del sito, ossia è la gestione dei link presenti su altri siti che puntano verso il tuo e-commerce.

Per i motori di ricerca, quanti più link di qualità in entrata riceve un sito, tanto più significa che si tratta di un sito affidabile e da mostrare prima degli altri.

Curare la SEO è un aspetto indispensabile per la buona riuscita di un progetto di e-commerce, quindi ti invito ad approfondire la questione con una formazione professionale o esternalizzando il processo affidandolo ad un consulente professionista.

Cura la riprova sociale e il Word-Of-Mouth

La riprova sociale è una delle leve più importanti per un e-commerce.

Data la caratteristica dell’interazione commerciale a distanza, i visitatori del tuo negozio online devono essere sicuri di cosa stanno acquistando e lo strumento migliore è capire cosa dicono gli altri di te!

Recensioni e interazioni sui social sono lo specchio della tua reputazione online e il successo del tuo e-commerce passa anche di lì, perché non basta aumentare il traffico al tuo sito, ma è necessario che questo traffico si trasformi in clienti e vendite!

Devi attuare azioni che stimolino le recensioni e il passaparola positivo offrendo in cambio di queste raccomandazioni omaggi, sconti, consigli utili per organizzare la cerimonia, in modo tale che i siano i tuoi stessi clienti a far conoscere il tuo brand ad altri consumatori in target, rappresentando un ulteriore fonte di traffico per il tuo e-commerce.

Pianifica investimenti in ADV

Oltre ai motori di ricerca, e al passaparola, un’altra importante fonte di traffico è rappresentata dai social network, Facebook e Instagram su tutti.

Creare una community intorno al tuo brand su questi canali è fondamentale, ma allo stesso tempo è molto importante pianificare investimenti in advertising, perché la portata organica (non a pagamento) delle pagine business su questi social sta perdendo sempre più importanza.

Il Business Manager di Facebook è lo strumento grazie al quale è possibile creare inserzioni a pagamento su entrambi i social di mr. Zuckerberg, ma a monte è bene stabilire la giusta strategia di digital marketing creando un funnel che parta dai social e (probabilmente in più step) porti gli utenti a diventare clienti.

Non esiste una struttura ideale per le campagne Facebook ADS, ma in linea di massima è corretto costruire una strategia in 3 step:

  1. Tofu (Top of funnel)
  2. Mofu (Middle of funnel)
  3. Bofu (Bottom of funnel)

Per funnel si intende il percorso che segue un utente online (e offline) per diventare cliente, partendo da una situazione in cui non conosce il brand o ignora di avere un bisogno (Tofu), passando per la fase in cui entra in contatto col negozio iniziando a reperirne le informazioni (Mofu), fino alla fase decisionale d’acquisto (Bofu).

Ognuna di queste fasi necessita di creatività e messaggi differenti e dei giusti tracciamenti delle azioni effettuate dagli utenti che interagiscono con gli annunci.

Un esempio di funnell costruito con Facebook e Instagram ADS per il tuo e-commerce di bomboniere può essere:

Fase Tofu
Mostrare a quante più persone possibile (in base al budget disponibile) un video in cui espongo le novità in merito alle bomboniere per matrimonio del prossimo anno, invitandole a visitare l’e-commerce.

Fase Mofu
Solo alle persone che hanno mostrato un interesse nella fase precedente, interagendo con l’inserzione o visitando il sito, mostrare uno slider di immagini che riprendono le migliori recensioni positive di chi ha già acquistato dal sito.

Fase Bofu
Restringendo ulteriormente, solo alle persone che hanno effettuato azioni in fase Mofu, mostrare come può personalizzare la bomboniera con un’incisione o spiegare quanti giorni occorrono per la spedizione o quali metodi di pagamento sono accettati, insomma, ogni possibile leva che possa abbattere possibili barriere all’acquisto, magari offrendo anche degli incentivi.

Come sviluppare un sito e-commerce nel settore bellezza e benessere

Vuoi creare un sito e-commerce nel settore bellezza e benessere? Per avere una seconda entrata o perché vuoi proprio un negozio on line e lanciare la tua idea imprenditoriale nel benessere? Bene, qui di seguito alcuni consigli per creare il tuo sito e-commerce nel benessere.

Sito e-commerce settore bellezza e benessere

In questo periodo storico, sempre più persone lavorano da casa e ordinano sui negozi on-line. Dunque, un sito e-commerce è una nuova forma di lavoro che si sta sempre più espandendo.

Il settore della bellezza e benessere on line sta al passo con questi cambiamenti ed è in rapida crescita.

L’iter burocratico per aprire un e-commerce

Per aprire un negozio on line, come per un negozio fisico, devi fare i conti con la burocrazia:

Aprire una Partita Iva

Iscriversi al Registro delle Imprese

Dare comunicazione di Inizio Attività

Aprire le posizioni fiscali e previdenziali.

Cosa serve per aprire un e-commerce

La prima cosa da fare, se vuoi aprire il tuo sito e-commerce è analizzare il mercato in cui vuoi entrare, in questo caso, il settore bellezza e benessere. Poiché, esistono altre realtà on line già avviate in questo settore, devi farti un’idea dei tuoi concorrenti per poi, creare e promuovere il tuo sito. Successivamente, devi sapere quali prodotti vuoi vendere sul tuo sito e cominciare da un tipo di clienti, dopo aumentare i prodotti sul tuo catalogo.

Quando hai scelto i prodotti che vuoi vendere on line, gestisci un inventario. Se hai un negozio fisico, sai già quali sono i prodotti che vuoi promuovere, in altro caso, puoi acquistarli dai produttori.

Tra i costi per mantenere un sito e-commerce bellezza e benessere, tieni presente quelli per i corrieri, uno spazio per il magazzino, per l’imballaggio, le commissioni per mantenere il sito.

Come sviluppare il tuo negozio on line

Sul web sono sempre in numero crescente i negozi on line, quindi è consigliabile farti aiutare da sviluppatori del settore: e commerce

Scegli il nome giusto

Il nome del tuo sito deve essere conciso, in modo che i tuoi clienti ti possano raggiungere facilmente. Scegli un nome facile da ricordare e che sia solo tuo.

Hosting funzionale

L’hosting deve essere funzionale, un buon hosting, veloce, che assiste i clienti, è fondamentale perché il tuo e-commerce sia di successo.

Grafica del sito che attiri l’attenzione

La prima cosa che vedranno i tuoi possibili clienti è la grafica del e-commerce. Scegli una grafica che attiri l’attenzione, piacevole e in linea con la bellezza e il benessere.

Pagamento sicuro

Crea un metodo di pagamento sicuro, in modo che il cliente possa fidarsi degli acquisti che sta facendo.

Dopo che l’e-commerce è on line

Quando avrai messo on line il tuo sito e-commerce è solo l’inizio, perché è qui che si fa il lavoro vero e proprio, cioè il marketing. Quindi devi creare una strategia promozionale che attiri i tuoi clienti. Le strategie promozionali più usate sono:

Il content marketing, cioè la creazione e la distribuzione di contenuti interessanti come post, video, immagini ecc. che attirino un certo pubblico, sul tuo sito web.

La pubblicità sui social, soprattutto Facebook e Instagram

La promozione con e-mail, create con cura e inviate solo a chi ti ha dato il permesso di riceverle.

Il referral marketing o marketing del passaparola, una strategia affinché i tuoi clienti parlino di te ad altri, portandoli ad acquistare sul tuo sito, o lasciando recensioni positive sui social ecc.

Franchising

Per il tuo e-commerce on line potresti anche optare per il Franchising.

Il franchising on line è un modo per iniziare il tuo business on line affiliandoti ad un marchio già conosciuto con un piccolo investimento.

Come vendere su Amazon per aumentare il fatturato dell’azienda?

Amazon è un canale privilegiato per le aziende, grandi e piccole, che aspirano a trarre vantaggio dalle opportunità dei canali di e-commerce online. Può sembrare un’affermazione quasi banale, visto il successo riscontrato dal colosso statunitense creato dal secondo uomo più ricco del mondo: Jeff Bezos. Se vi state chiedendo chi è il primo in classifica vi confermiamo i rumors del 2021 secondo cui lo stesso Bezos è stato superato dal ceo di Tesla: Elon Musk.

Ma torniamo ad Amazon. Si tratta della piattaforma di Marketplace meglio organizzata a livello planetario, in grado di collegare aziende diverse ai diversi angoli del pianeta. Il tutto a patto di avere gli strumenti di marketing in grado di rendere al meglio e secondo modalità personalizzate.

In tal senso si rivela decisamente utile, per realtà economiche sia grandi sia piccole, la partnership con un’Agenzia per Amazon in grado di ideare strategie specifiche per il brand e garantirgli la maggiore visibilità possibile. In questo articolo vi proponiamo dei consigli per vedere su Amazon in modo da aumentare concretamente il fatturato dell’azienda. Tenete presente che la piattaforma di Jeff Bezos è in costante evoluzione e presenta una concorrenza strabiliante. Motivo in più per farsi seguire da chi la conosce bene e ci lavora quotidianamente.

Consigli per vendere su Amazon

I consigli che vi proponiamo per vendere su Amazon non possono non essere di marketing strategico e vanno in un’ottica complessiva di gestione del marchio per quanto riguarda l’advertising e la comunicazione. Amazon è uno strumento che è necessario integrare con il sito aziendale, i social e persino le eventuali collaborazioni, sempre più diffuse, con influencer e content creator.

Essenziale tenere in gran cura la fase precedente al lancio in cui impostare tutte le pratiche riguardanti l’apertura dell’account Amazon e l’inserimento all’interno dell’Amazon Brand Registry in modo da prevenire l’azione di possibili imitatori, oltre che di tutte le valutazioni specifiche per investire coerentemente sulla piattaforma.

Queste torneranno utili nel momento di lancio vero e proprio del brand store, in modo che esso risulti davvero di successo. Imprescindibile integrare il tutto in un’ottica SEO, ovvero che tenga conto di Google nonché del posizionamento all’interno delle pagine di ricerca ottenute dagli utenti. Solo così sarà possibile farsi notare all’interno di un Marketplace che è vero offre molta visibilità, ma altrettanto valido è il concetto per cui presenta al suo interno una concorrenza decisamente spietata.

Fondamentale, infine, la gestione della logistica, per la quale Amazon è leader a livello planetario, e della componente amministrativa, i capisaldi di un negozio online di successo non meno della SEO e dell’advertising. Curare tutto nei dettagli, oggi, significa poter aspirare a un buon piazzamento nel settore di riferimento. Ecco perché avere una partnership con un’agenzia specializzata e competente si rivela il vero valore aggiunto per vendere su Amazon.

Nota finale

Investire su Amazon, se saputo fare, rappresenta un elemento di successo sicuro. Questo perché il celebre canale di vendita online statunitense nel corso degli anni non ha perso la sua vivacità ma ha saputo rimanere sulla cresta dell’onda. Il tutto grazie a servizi esclusivi come Amazon Prime e, nel campo editoriale (ma è solo un esempio) dell’e-reader Kindle.

In Italia Amazon è previsto abbia ancora una forte espansione. Lo dimostrano i numeri che parlano di oltre 3.000 assunzioni nel 2021. Un dato che parla più di mille parole.

Il POS è realmente obbligatorio per gli esercenti italiani?

Ammettiamolo: sul POS si fa davvero tanta confusione. C’è chi, con scuse più o meno credibili, prova a evitare di utilizzarlo e chi, invece, lo ritiene uno strumento molto comodo.

A fronte di tutto questo, è importante rispondere a una domanda ben precisa: il POS è obbligatorio? Se sì, quando lo è? Se no, perché se ne parla tanto?

Ecco le risposte alle domande più comuni.

Il quadro legislativo

Partiamo da ciò che dice la legge, unico vero arbitro in tal senso. A far cominciare le danze fu il Governo Monti che, nel decreto Crescita 2.0, cioè quello del 18 ottobre 2012, n. 179, si dice che gli esercenti devono dotarsi di un POS e la soglia minima di pagamento in tal senso è di 30 euro.

Le innumerevoli polemiche hanno tenuto la legge in stand by fino al 2016, quando con la legge di stabilità è stata ribadita l’obbligatorietà del POS e fu deciso un nuovo limite (oggi non più esistente) di 5 euro.

A fronte di ciò, inoltre, la soglia minima del pagamento in contante fu abbassata, con la legge di Bilancio del 2020, da 2.999,99 euro a 1.999,99 euro per poi scendere ulteriormente, dal primo gennaio 2022, a 999,99 euro.

Inoltre, nel 2020 fu introdotto anche il cashback che, previa installazione di un’app e per un massimo di 1500 euro di spesa cumulabile, restituiva al cittadino il 10% di quanto speso (quindi, fino a 150 euro).

Compreso che sì, quindi il POS è obbligatorio, scopriamo quali esercenti devono averlo.

Per chi è obbligatorio avere il POS

Un POS è sicuramente un’ottima soluzione per permettere ai propri clienti di acquistare e pagare in totale tranquillità. Parliamoci chiaro: i POS costano così poco che conviene assolutamente acquistarli. Se ne conto anche i più reticenti, soprattutto per i negozi in località turistiche. Ma, al di là di questo, andiamo nello specifico.

In Italia, sia i liberi professionisti che le attività commerciali hanno l’obbligo di accettare il pagamento con il POS, che sia carta di credito, debito o semplice bancomat.

Sono diverse le categorie che devono attenersi a questo obbligo, tra cui negozi e attività commerciali in primis. Così come gli artigiani e tutte le imprese che lavorano nell’ambito della ristorazione, come appunto i ristoranti e i bar.

Anche i liberi professionisti devono munirsi di POS, in particolare coloro che si interfacciano di persona con il cliente (giusto per fare tre esempi: parrucchieri, avvocati e tassisti).

Ovviamente, tra coloro che sono obbligati ad avere il POS ci sono i possessori di attività ricettive come gli hotel e i b&b. Piccola nota: nella categoria degli ‘obbliganti’ figurano anche i venditori ambulanti ma non c’è obbligo di POS se la transazione avviene tra due professionisti.

Le sanzioni per il mancato POS

Molte polemiche, per i fautori del POS, hanno suscitato le sanzioni per chi non ha il POS o rifiuta il pagamento ‘digitale’. Infatti, sono ritenute troppo deboli. Dal primo gennaio 2023, tutti coloro che rifiutano di ricevere il pagamento con carta – qualunque sia l’entità dell’importo – avrà una multa di 30 euro a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione rifiutata. Se, ad esempio, si rifiuta di ricevere il pagamento con carta di 10€, la multa sarà di 34 euro (30 euro + il 4% di 10 euro).

Inoltre, a differenza di altre multe, non è previsto il pagamento in misura ridotta se viene saldato entro i primissimi giorni dalla contravvenzione. In caso di ritardo, si rischia di pagare fino al doppio della multa iniziale, a cui bisogna aggiungere le spese burocratiche.

E-commerce: quali sono i settori più ricercati dagli italiani

L’avvento della pandemia ha, in molti casi, stravolto le abitudini dei cittadini italiani, spingendoli ad un maggior utilizzo della tecnologia in qualsiasi ambito. In alcuni casi, però, i lockdown e le zone rosse imposte per evitare il propagarsi dei contagi, non hanno fatto altro che accelerare un percorso ormai segnato da diverso tempo.

È il caso, ad esempio, dello shopping online, che oggi viene definito con un termine decisamente più appropriato: e-commerce. Impossibilitati a recarsi negli esercizi commerciali, gli italiani, anche quelli più restii all’utilizzo dei canali remoti, hanno scoperto la comodità nel ricevere direttamente i beni desiderati al proprio domicilio, oltre alla possibilità, nella maggior parte dei casi, di ottenere dei significativi risparmi economici.

Elettronica

Tra i settori trainanti dell’e-commerce nostrano, al pari di quello di molti altri paesi, c’è sicuramente l’elettronica, i cui esercizi, perlomeno nei mesi del primo rigido lockdown, hanno rigorosamente abbassato le saracinesche per ottemperare a quanto richiesto dalle autorità sanitarie. Quanto la tecnologia sia importante nella nostra quotidianità, è assodato e incontrovertibile.

L’esempio più lampante, in tal senso, è l’utilizzo spasmodico dello smartphone, il cui compito originario per il quale era stato creato, ovvero telefonare, è diventato secondario. Oggi, infatti, viene utilizzato prevalentemente per chattare, incontrare persone su siti per adulti (clicca qui per maggiori informazioni), navigare e usufruire di tanti servizi anche quelli che richiedono maggior riservatezza e privacy.

Durante i mesi del lockdown, però, a fare la parte del leone sono stati tutti gli strumenti elettronici propedeutici allo smart working, come personal computer, stampanti, scanner, cuffie, etc..

Arredamento

Il 2020 del commercio online dell’arredamento è stato particolarmente sfavillante, grazie ad un incremento di oltre il 30% rispetto al 2019. Chiusi tra le proprie mura, gli italiani ne hanno approfittato per ordinare alcuni oggetti per la casa, sia per quanto concerne il cosiddetto “fai da te” che per il montaggio o consegna in loco del mobile da parte di personale qualificato.

Un trend che, seppur non con gli stessi ritmi dello scorso anno, è ancora in crescita, ad ulteriore testimonianza di come siano mutate le abitudini dei consumatori nostrani anche in un settore, come quello dell’arredamento, che sino a cinque anni fa era quasi totalmente appannaggio della vendita in presenza.

Abbigliamento

Quasi 4 miliardi di €uro. A tanto ammonta il business dell’e-commerce “fashion” nel nostro paese, da sempre attento alle tendenze e alle novità del mondo della moda, un settore che, storicamente, è sempre stato tra i più attivi nel mondo digitale. Da svariati anni, infatti, è possibile ordinare capi d’abbigliamento a prezzi vantaggiosi e con la possibilità di poter restituire la merce.

Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se la crescita nel 2020 sia stata inferiore – percentualmente parlando – rispetto a quella del mondo dell’arredamento, che partiva da una base di vendite indubbiamente più bassa. L’e-commerce dell’abbigliamento, tuttavia, ha fatto registrare un balzo del 20%, un dato indubbiamente interessante, che testimonia come gli italiani non possano fare a meno di curare il proprio stile.

Food

Il 2020, però, è stata senza alcun dubbio la stagione del mondo del food. Gli italiani, costretti a restare rinchiusi tra le proprie mura domestiche, si sono improvvisati panettieri, pizzaioli o novelli masterchef, ricevendo al proprio domicilio tutti i generi necessari per svolgere queste “attività”: l’ingresso contingentato nei supermercati, infatti, ha complicato la possibilità di effettuare la spesa in presenza.

Alle interminabili code all’uscio del supermercato ha fatto da contraltare la “spesa online”. E l’e-commerce food è quello che ha fatto registrare l’incremento più elevato: +70%, con un aumento di oltre un miliardo, passando da 1,6 a 2,7 miliardi. Un record storico: nessun settore in Italia, infatti, aveva fatto registrare un aumento così mercato di denaro (+1 miliardo) nell’arco di dodici mesi.

Dove comprare online i migliori cannoli siciliani

Tra i dolci tipici italiani che sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, di certo c’è il cannolo siciliano gustato al bar, in pasticceria o portato a casa in quantità per deliziare magari il palato degli ospiti presenti a pranzo ed a cena. Inoltre, grazie all’e-commerce, per gustare i cannoli siciliani non è strettamente necessario, per esempio, essere residenti a Palermo dove questo dolce tipico viene realizzato con ricette che si tramandano di generazione in generazione.

I migliori cannoli siciliani si comprano comodamente online, ecco come

E questo perché è possibile comprare online i cannoli siciliani, ovvero comodamente via web muniti di una carta di credito, di una prepagata o semplicemente di un account PayPal. Direttamente dal cuore della Sicilia, infatti, su Internet ci sono e-commerce che, specializzati proprio e solo nella vendita di prodotti tipici, propongono per l’acquisto il cosiddetto kit cannoli siciliani freschi.

Nel dettaglio, il kit cannoli siciliani che si può ordinare ed acquistare online si compone di cialde croccanti, ricotta freschissima, zucchero a velo, canditi e granella di pistacchio. In questo modo, semplici e davvero facili e veloci da preparare, i cannoli siciliani si possono gustare con un kit da comporre poi a casa.

Con il kit cannoli siciliani il dolce tipico è sempre gustoso come al bar

In questo modo il cannolo siciliano, grazie al kit che permette di comporlo a casa, sarà uguale a quello acquistato in un bar o una pasticceria. E questo perché è noto che il cannolo siciliano deve essere gustato sempre preparato al momento, ovverosia pochi minuti dopo che la cialda entra in contatto con la ricotta altrimenti questa tenderà poi a non rimanere croccante.

In particolare, acquistato il kit, preparare i cannoli siciliani a casa è davvero semplice in quanto tutti gli ingredienti utili per la composizione sono a disposizione. Nel dettaglio, basterà posizionare le cialde su un piano da lavoro e riempirli da entrambi i lati con la ricotta muniti di sac à poche ed effettuando dei movimenti circolari.

Per poi applicare i canditi, intingere le due estremità con la granella di pistacchio, ed infine spolverare il cannolo siciliano con lo zucchero a velo. Il risultato sarà impeccabile per quella che a tavola, in tutto e per tutto, sarà un’esplosione di gusto e di sapori.

Il kit cannoli freschi acquistato via web abbatte distanze e barriere

Scegliendo i migliori e-commerce di prodotti tipici siciliani, il kit cannoli freschi, dopo aver perfezionato l’ordine, arriverà in 2-3 giorni lavorativi con la garanzia di invio solo nei primi giorni della settimana, ovverosia il lunedì o il martedì evitando così, per i prodotti alimentari freschi, il fermo dei corrieri nel weekend.

Il kit cannoli siciliani, quindi, è in grado di permettere davvero a tutti di gustare il dolce tipico dell’isola. E questo anche quando il cliente che acquista online si trova a tanti chilometri di distanza da una regione come la Sicilia dove è noto che si mangia davvero bene, e dove ancora la tradizione culinaria artigianale è un’arte ed una passione senza tempo.

Tende a guide laterali scopriamo quali sono

Quando in una casa sono presenti spazi esterni molto ampi come terrazzi o balconi, ciascuno di noi vorrebbe viverli al meglio. Tuttavia, a causa del sole e degli eventi atmosferici, spesso siamo costretti a non sfruttarli come vorremmo.

Oggi, per fortuna, possiamo fare ricorso alle tende da sole, uno strumento diventato ormai consuetudinario per chi ama gli spazi esterni e vuole utilizzarli il più possibile, soprattutto durante le belle stagioni.

Grazie a una tenda da sole, infatti, ci si può riparare dai raggi solari e trascorrere una bella giornata in terrazza, oppure godersi un temporale di fine estate senza bagnarsi.

In commercio, esistono diversi modelli di tende da sole, ma quelle più adatte per spazi ampi e grandi come, appunto, le terrazze o i giardini sono le tende da sole a guide laterali che sono in grado di proteggere una vasta area.

Tirando una tenda da sole a guide laterali si potranno organizzare pranzi e cene all’aperto, senza doversi preoccupare delle condizioni atmosferiche o godendosi l’ombra e il fresco nelle giornate più calde.

Le tende da sole a guide laterali

Come detto, le tende da sole a guide laterali sono la soluzione ideale per chi possiede spazi esterni molto grandi e vuole creare una zona d’ombra dove godersi l’aria fresca e le belle giornate.

In particolare, sono perfette per chi non ha un vero e proprio giardino, ma uno spazio all’aperto che vuole comunque sfruttare al massimo, valorizzandolo e trasformandolo in un altro ambiente della casa.

Si tratta di un innovativo sistema molto pratico che permette di coprire superfici medio-grandi, proteggendole sia dai raggi ultravioletti del sole che dagli eventi atmosferici e offre due tipi di soluzioni per quanto riguarda la movimentazione: quella ad argano e quella a motore. Nel primo caso, le tende vengono azionate manualmente tramite un apposito argano, mentre nel secondo viene montato un piccolo motorino elettrico che si attiva con un telecomando.

Le tende da sole a guide laterali sono tra le più comode e funzionali in circolazione e sono perfette anche per chi vive in un condominio e vuole maggiore privacy quando esce in terrazzo. Inoltre, sono adeguate anche per i locali commerciali, soprattutto per quelli che sfruttano eventuali spazi all’aperto, come ristoranti o bar.

Inoltre, alcuni modelli di questa tipologia di tende da sole permettono delle installazioni in cui il telo rimane in trazione, così da risultare perfetto per tutti quegli spazi all’aperto che sono spesso soggetti a vento e pioggia.

Grazie a questa straordinaria versatilità, le tende da sole a guide laterali resistono ottimamente alle intemperie senza danneggiarsi e possono essere usate anche per spazi come pergolati, solarium o lucernari, proteggendoli e, nello stesso, tempo valorizzandoli e migliorandone l’aspetto estetico.

Perché scegliere le tende da sole a guide laterali

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Gli spazi esterni sono molto importanti per una casa, sono lo sfogo all’aria aperta, ma anche il luogo che permette di invitare amici, di organizzare feste e godersi la casa appieno del suo potenziale.

Scegliere una tenda da sole a guide laterali per il proprio terrazzo o giardino significa valorizzare ogni spazio esterno della casa, sia per la loro utilità sia per l’eleganza che molti modelli riescono a conferire all’ambiente in cui vengono installate.

Oggi, poi sono disponibili in commercio svariati modelli di tende da sole a guide laterali, di diverse dimensioni e colori. Inoltre, in alcune le guide possono essere montate sopra il telo, in maniera tale da creare quel particolare effetto onda molto amato ed elegante.

Se anche tu hai un bel terrazzo o un giardino e vuoi godertelo al massimo in ogni stagione dell’anno, naviga su Internet e scopri le tante tende da sole con guide laterali.

Perché un’agenzia e-commerce è meglio di un freelance

C’è un solo modo per assicurarti che il tuo e-commerce sia destinato ad avere successo in futuro: una buona strategia di marketing. Chi si occuperà di questo per la tua azienda sarà determinante per il successo della stessa. Hai due opzioni, davanti a te: puoi chiedere aiuto a un freelance esperto in comunicazioni digitali oppure puoi affidarti a un’agenzia e-commerce.

Chiedere una consulenza ecommerce è sicuramente il primo passo da intraprendere, dopodiché sarà necessario fare una scelta: meglio un’agenzia o un freelance? Qual è la scelta giusta da fare? Qualunque sia la tua decisione, una cosa è certa: per strutturare una strategia di marketing adeguata al tuo business non puoi occupartene tu personalmente, ma devi necessariamente affidarti a qualcuno di esterno.

Che fare?

Scegliere tra un freelance e un’agenzia e-commerce è più complicato di quello che sembra, per ragioni anche piuttosto variegate. Innanzitutto, cominciamo col chiederci cosa fa un freelance e di cosa si occupa un’agenzia e-commerce.

Il freelance è un professionista altamente competente in una determinata disciplina che lavora autonomamente e gestisce la maggior parte delle sue competenze per conto proprio.

Un’agenzia e-commerce, invece, è composta da un team di professionisti specializzati in diverse aree di un unico grande settore – come, ad esempio, il marketing e la comunicazione online.

A primo sguardo, la risposta è piuttosto semplice: meglio affidarsi a un’agenzia e-commerce perché più strutturata e più stabile e di conseguenza in grado di risolvere anche criticità in tempi piuttosto brevi. Ma c’è dell’altro, se si scava più a fondo.

I vantaggi di un’agenzia e-commerce

Anche se l’idea di avere un freelance come esperto di marketing può essere allettante sulle prime, perché si tratta di una persona competente, esperta e potenzialmente flessibile (quindi sempre disponibile), scegliere un’agenzia e-commerce è sempre l’opzione migliore.

Dal punto di vista delle competenze, un freelance sarà sempre più limitato rispetto a un’agenzia. Per quanto il freelance possa essere esperto in un determinato campo, non potrà mai offrire la vastità di servizi che è invece appannaggio di un’agenzia e-commerce vera e propria.

Dal punto di vista dei servizi offerti, un’agenzia e-commerce può garantire a un cliente stabilità, presenza, struttura e organizzazione, per certi versi più di un freelance. Una persona singola, che lavora in proprio, non può offrire ai suoi clienti la stessa presenza e stabilità di un’agenzia, perché quest’ultima può fare affidamento su un team di lavoratori pronti a dedicarsi anche solo a un cliente, pur di portarlo al successo.

Nel caso di un freelance, ovviamente, il lavoro da gestire è sensibilmente superiore e per certi versi anche più complesso. Di conseguenza, diventa complicato garantire una qualche esclusività a un cliente.

Dal punto di vista della flessibilità, è chiaro che un freelance può lavorare in orari diversi da quelli “di ufficio”, ma spesso può presentare un conto ben più salato alla fine del mese. Un’agenzia e-commerce, invece, stabilisce da principio con il suo cliente la mole di lavoro da smaltire e cerca di farlo nei tempi stabiliti, senza gravare ulteriormente sul preventivo accordato in partenza.

Riconoscere un’agenzia e-commerce competente e professionale

Appurato che un’agenzia e-commerce è più vantaggiosa – soprattutto a lungo termine – per un’azienda che ha bisogno di crescere soprattutto online, cerchiamo di capire come fare a scegliere l’agenzia giusta.

Innanzitutto, è molto importante assicurarsi che l’agenzia di riferimento abbia una reale e riscontrabile esperienza nel campo di riferimento. Non tutte le agenzie, infatti, sono adeguate al vostro business e ai vostri bisogni, di conseguenza è importante decidere all’origine a chi è più opportuno affidarsi e chiedere supporto.

Dopodiché è necessario che l’agenzia a cui ci si affida sia in grado di presentare un riscontro effettivo delle proprie prestazioni, magari con clienti precedenti e facenti parte della vostra stessa nicchia.

Un metodo efficace per capire se vi state affidando all’agenzia giusta è cercare le recensioni dei clienti, per capire se sono soddisfatti del lavoro svolto o se hanno avuto a che fare con una realtà in grado di reagire positivamente anche ai momenti più critici.

Scegliere la giusta agenzia e-commerce è indispensabile per poter garantire il successo di una campagna di marketing strutturata e di qualità per la vostra azienda. Imparare a riconoscere quelle più adatte alla propria nicchia di mercato è il primo passo per assicurarvi quel successo.

Perché realizzare un e-commerce?

Uno dei motivi principali che spinge un’impresa a realizzare un e-commerce riguarda la possibilità di guadagnare online in modo automatico, intuitivo, diretto. La pandemia provocata dal COVID-19 ha costretto le persone all’interno delle proprie abitazioni, allontanandole così dagli acquisti negli store fisici. Di conseguenza, i brand hanno dovuto spingere i propri prodotti soprattutto online, in alcuni casi progettandoli da zero.

Riuscire a prevedere un successo per qualcosa di così rischioso e aleatorio è pressoché impossibile. Affidandosi, però, all’esperienza di un team tecnico specializzato in questo tipo di ricerche e di strategie può aiutarci a trovare senza dubbio la strada giusta.

Per questo motivo, le agenzie e-commerce sono da preferirsi ai freelance, perché possono garantire ai clienti un’assistenza completa e su più fronti. L’unico svantaggio può essere di natura economica ma è solo un ostacolo iniziale e facilmente superabile: vi basti pensare che state per fare un investimento per il futuro, da cui trarrete sicuro vantaggio soprattutto a lungo termine.

Conclusioni: perché le agenzie e-commerce sono le migliori?

In conclusione, pur non esistendo una regola aurea valida per tutti, affidando le proprie strategie di marketing a un’agenzia e-commerce piuttosto che a un freelance potremo godere di una serie di servizi differenti – e non sempre un lavoratore autonomo è così multitasking da poter assicurare totale competenza in tutti i settori. Tra gli ambiti coperti a 360° da un’agenzia c’è la stesura di articoli e post in ottica SEO, la gestione di campagne di email marketing e social media marketing, lo sviluppo dei progetti, la UX (User Experience).

Affidare il proprio business a un’agenzia e-commerce specializzata vi aiuterà a pianificare fin da principio tutti gli step da seguire per poter avere un brand di successo soprattutto online. La pianificazione, infatti, è fondamentale per poter raggiungere dei traguardi importanti e per farlo in tempi brevi e prestabiliti.

Calcolare il conversion rate per incrementare la propria attività e-Commerce

Il tasso di conversione (conversion rate), cos’è nello specifico?

In questa piccola guida vogliamo fornirvi gli strumenti necessari per focalizzare al meglio un indice fondamentale in ambiti di commercio digitale, l’e-Commerce, ma non solo. Con la terminologia ‘conversion rate’ inquadriamo diversi aspetti del marketing digitale. É quindi fondamentale, per effettuare un semplice calcolo conversion rate per e-commerce, capire la tematica, la quale non presenta grosse difficoltà di comprensione, soprattutto tra coloro che oramai vivono la società almeno 2.0, se non 4.0 nel pieno di ogni risorsa concessa dalla rete-
Questa è una tematica sulla quale si concentra la didattica formativa ben analizzata anche dal centro di formazione MAC Formazione nel corso di e-commerce, una realtà ben consolidata in ambiti di scolarizzazione di procedure inerenti al commercio digitale.

Approfondiamo in breve la tematica su linee teoriche.

Per conversion rate, o tasso di conversione, intendiamo tutti quei visitatori che convertono in azioni specifiche e finalizzate gli intenti relativi ad un portale. Parliamo quindi di finalizzazioni specifiche quando un utente che avvicina un sito web relativo ad una proposta commerciale, s’iscrive alla newsletter del portale, dimostrando quindi interesse, oppure conclude una transazione d’acquisto, condivide un articolo, una vetrina sui propri social network, il download di un articolo in vendita, la compilazione di un form anche quando solo conoscitivo. In pratica per tasso di conversione intendiamo una risposta positiva relativa ad una “call to action”, cioè la volontà diretta a mantenere un contatto con il venditore, seguirne le future strategie commerciali, rendersi parte di un concept.
Per questo motivo è fondamentale conoscere un sistema di calcolo, il quale consente al venditore, a colui che propone articoli di ogni genere, di monitorare il polso del suo branding, della sua presenza mediatica.

Monitorare le strategie per predisporre idonee campagne di marketing

Nell’introduzione è sottolineato più volte il valore del converison rate e l’importanza di apprendere un sistema di calcolo per verificare la risposta relativa ad una campagna di marketing, incrementare le risposte del pubblico, capire, attraverso anche valutazioni psicologiche, in quali direzioni muovere le proprie energie per migliorare il consenso, di conseguenza la possibilità di vendita del proprio brand.
Durante una campagna di digital commerce, è vincente non solo un forte branding, d’impatto, che metta in risalto, anche graficamente, il valore del prodotto offerto, ma anche una certa dose di flessibilità, e di cambiamento in corso, è strutturale al fine di modificare il commercio digitale rispondendo alle richieste del target d’indirizzo.
Quindi il calcolo e la valutazione delle operazioni “call to action” determina il valore delle stesse.

Il web è un’ottima opportunità commerciale, ma non deve essere invasivo

Negli ultimi anni, al pari delle opportunità di poter usufruire di compravendite digitali, il fenomeno dell’e-Commerce ha incrementato notevolmente l’offerta e la domanda specifica, pur mantenendo ancora diversi fattori di dubbio da parte del pubblico.
Fenomeni relativi al phising, alla privacy, alla manipolazione di dati sensibili, hanno aperto nel mondo degli acquirenti interrogativi importanti su questi temi. Per questo motivo il venditore deve monitorare e calcolare gli interessi che legano il rapporto tra le parti, offrendo un volto ‘leggero’ della propria strategia. In questa direzione la compilazione dei form, l’iscrizione alle newsletter, occasioni importanti di verifica e calcolo del pubblico, sono le espressioni finalizzate nella creazione di un target d’interesse, ma, per i motivi sopra elencati, non devono aggravare le compilazioni con troppe richieste relative a dati personali, soprattutto economici.
Il pubblico apprezzerà molto quindi un portale non eccessivamente invasivo e proprio in sede di conteggio dei contatti, si paleserà la propensione alla risposta positiva ad una campagna di marketing.

Come si calcola nello specifico il conversion rate?

Per concludere questa piccola, ci auguriamo utile e apprezzata, guida relativa all’e-Commerce, è ora il momento, dopo avere focalizzato l’importanza della tematica, di calcolare nella pratica il tasso di conversione in un’azione ‘call to action’.
Per avere una risposta immediata e oggettiva è fondamentale per l’amministratore del portale dotarsi di uno strumento analitico di conteggio degli utenti, che non si limiti solo ai contatti generali, ma anche alle singole pagine e proposte.
In rete si trovano molti siti che offrono download di counter, anche gratuiti e con una grafica accattivante. Nella la ragnatela offerta in questo ambito, dovrete però scegliere un counter analitico che, almeno settimanalmente, se non giornalmente, vi offre i contatti specifici su ogni singolo settore del portale.
In questo modo potrete verificare articolo per articolo l’interesse del pubblico e il calcolo assumerà un valore scientifico e strategico.
Poniamo il caso che voi offriate un paio di scarpe: come primo passo preparerete una specifica vetrina che offre, anche a livello fotografico, ogni dettaglio (prezzo, modello, materiali, possibilità di pagamento, taglie ecc) del prodotto.
Nei giorni successivi, attraverso il conteggio dei visitatori di ogni singola pagina, potrete determinare il calcolo di conversione.
Poniamo il caso che quella pagina abbia ricevuto 1000 visite, delle quali 35 abbiano finalizzato un articolo, il vostro tasso di conversione è quindi del 3,5%. Nei giorni successivi ripetete il calcolo e, se lo stesso dovesse subire flessioni, riconsiderate la strategia di marketing e branding.