Come usare la TV in maniera smart

Come usare la TV smart? La TV on demand è ormai un grande classico. Ci ricordiamo tutti quando dovevamo registrare i nostri programmi preferiti? Quando non potevamo proprio perderci un episodio della nostra serie TV preferita, o di un film? Quei tempi sono a dir poco passati e obsoleti, rivoluzionati dall’enorme offerta di piattaforme streaming. Possiamo visionare film e serie TV in qualsiasi momento lo desideriamo.

Il mondo della TV è nettamente cambiato rispetto al passato, ed è normale. Con la tecnologia, infatti, abbiamo assistito a una rivoluzione importante. Il concetto stesso di televisione è in realtà stato in parte modificato. Non ci rifacciamo più sulla programmazione dei palinsesti. E neppure su quella del cinema. Quanti film dopotutto escono sulle principali piattaforme streaming? E quante serie TV si trovano proprio lì? Sì, la TV on demand è più di una tendenza: è realtà.

TV on demand, cosa sapere

Che cos’è la TV on demand e come funziona? La Rete ormai ha subito un bel colpo: da quando le piattaforme streaming hanno proposto cataloghi innovativi, con prodotti nuovi e “old”, le persone sono migrate verso altre offerte e promozioni. Lo spettatore, però, in questo caso è stato anche attratto dall’assenza di pubblicità e interruzioni. Quante volte in effetti ci siamo lamentati per la pubblicità che interrompeva un episodio o un film sul più bello?

Con la TV on demand, comunichiamo al dispositivo. Ciò significa che possiamo semplicemente passare da un film all’altro – e siamo noi a deciderlo in autonomia, grazie all’offerta presente sui cataloghi – o ancora stoppare un episodio perché dobbiamo sbrigare una faccenda improvvisa. Di conseguenza non ci perderemo neppure una scena delle migliori serie TV.

Come usare la TV smart? Consigli

Per usare la TV smart, tuttavia, è bene sapere qualcosa a riguardo. Per esempio, la connessione a internet: senza quest’ultima non possiamo proprio connetterci al servizio streaming. I contenuti infatti hanno bisogno di essere scaricati sul server, così da poter essere visionati sullo schermo. In generale, comunque, per accedere alla TV on demand è fondamentale avere un decoder o una Smart TV.

Il servizio di OnDemand, oltretutto, non è illegale in alcun modo. Fino a qualche anno fa, il termine streaming era connesso a un’azione illegale. Oggi, invece, con le piattaforme streaming principali, possiamo vedere in ogni momento le nostre serie TV preferite o i grandi classici del cinema. Le emittenti, infatti, acquistano il diritto di poter trasmettere tutti i materiali che sono protetti dai diritti d’autore.

Smart TV, come usarla al meglio?

Usare una Smart TV non è difficile. Anche i meno avvezzi alla tecnologia possono farlo nel migliore dei modi. In realtà, è tutto connesso: basta avere un telecomando smart per poter “comunicare” con il dispositivo. Alcuni offrono di base anche il servizio Netflix, che è indubbiamente il più comune e sfruttato al momento.

C’è di più, però, perché in realtà abbiamo l’occasione di connetterci a internet con la nostra televisione. Che cosa significa? Possiamo persino scegliere di riprodurre la musica, ma anche di navigare in rete, magari sfruttando i social network dalla televisione, o addirittura scaricare delle applicazioni.

I metodi di utilizzo di una smart TV sono davvero infiniti, e non ci sono limiti. Possiamo in effetti considerarla come una evoluzione tecnologica del televisore, perché alla fine in commercio troviamo principalmente in vendita quelle smart.

La cosa simpatica è che possiamo persino osservare delle immagini sulla televisione, riprodurre dei video da YouTube, così come leggere le ultime notizie o avere la possibilità di interagire con gli stessi programmi. La smart TV è il futuro, ed è un bene che lo sia: non possiamo proprio rinunciare al fascino di una serie o dei film.

I personaggi più amati dagli italiani

Il mondo dello spettacolo è pieno zeppo di personaggi che hanno fatto la storia della televisione italiana che passeggiano accanto a volti poco noti o del tutto sconosciuti. Si dice che ogni generazione abbia i propri miti e che tenda a disprezzare i personaggi più giovani o più anziani. Ma sarà proprio vero? Chi sono i personaggi più amati della televisione italiana? In questo articolo ne vedremo solo alcuni e scopriremo che non è certo l’età a indirizzare l’amore dei telespettatori per i volti della televisione. Di certo, comunque, possiamo dire che non è piacevole vedere il volto di nessun personaggio in un televisore vecchio e malfunzionante; per questo, vi invitiamo a consultare il nostro articolo su come scegliere il televisore adatto alle proprie esigenze. Con un bel televisore moderno, guardare la TV sarà tutta un’altra storia!
Ora, vediamo quali sono questi volti tanto amati dai cittadini nostri connazionali, e, almeno in un caso, anche dai cittadini di paesi posti dall’altro capo della terra.

Carlo Conti

Carlo Conti è un celebre conduttore italiano. Il suo volto, così coma la sua eleganza nel condurre, è noto a tutti: ai giovanissimi come ai più avanti d’età. Sicuramente, questa fama è dovuta alla conduzione di programmi serali come il famoso gioco L’Eredità, che ha acceso le cene degli italiani e di programmi in prima serata come il divertente Tale e Quale Show.

Gianni Morandi

Gianni Morandi è uno dei volti più amati del mondo dello spettacolo italiano. Le generazioni che ballavano negli anni ’70 lo celebrano come un mito assoluto e non smettono di applaudire le sue performance. Del resto per, Gianni piace anche ai giovani, che sono entusiasti del suo animo spiritoso, della sua presenza sui social network e della sua cordiale simpatia che attare chiunque capiti sulle sue pagine. Inoltre, Gianni è un uomo che dimostra di sapersi mettere in gioco: non ha disdegnato duetti con giovani cantati, come Rovazzi, che hanno accresciuto la sua fama tra i più giovani.

Raffaella Carrà

Che dire della Regina della televisione italiana? Rientra a buon diritto tra i personaggi più amati dagli italiani. Anche se la sua presenza in televisione è diminuita rispetto agli anni passati. La Carrà resta un’icona indiscussa, non solo per il talento, questa donna ha fatto di tutto: ha cantato, ballato, recitato, condotto, scritto programmi, ma anche per la sua acconciatura storica. Il caschetto biondo sarà sempre associato a lei!
La fama della Raffaella nazionale ha solcato i confini generazionali. I suoi balletti e il suo ombelico scoperti hanno fatto scalpore tra i telespettatori degli anni ’60-’70, ma il suo impegno per i diritti civili ha colpito i giovani facendola entrare nel cuore dei ragazzini che si battono per queste cause. Inoltre, la nostra Raffaella, non è amata solo nel nostro paese, ma è conosciuta in tutto il Sud America, dove ha lavorato per anni e nella vicina Spagna. Infine, per chi non lo sapesse, la Carrà ha rinunciato ad un futuro Hollywoodiano, offertole negli anni passati dato il suo indiscusso talento.

Checco Zalone

Per alleggerire ma non troppo l’elenco, tra i personaggi amati dagli italiani si trova anche il famoso Checco Zalone. Tra i suoi meriti quello di creare film dove la satira pungente dissacra e descrive alla perfezione le contraddizioni del nostro paese, tra burocrazia, immigrazione, nepotismo, spensieratezza e voglia di divertirsi.

Luciana Littizzetto

Luciana, o Lucianina, mette d’accordo i telespettatori di ogni età. Il suo umorismo contagia e non guarda in faccia nessuno. Piace perché diverte con sincerità e ironia, mette in luce verità scomode e contraddizioni tutte italiane e trasmette riflessioni argute sempre con il sorriso sulle labbra.

Addio a Sean Connery, l’affascinante James Bond capace di conquistare tutti

Il noto attore britannico Sean Connery, che ha interpretato il leggendario James Bond, è morto all’età di 90 anni suscitando rabbia e tristezza tra i sui fans.

Figlio di un operaio cattolico e di una domestica protestante , Thomas Sean Connery nacque nella zona di Fountainbridge a Edimburgo, in Scozia, il 25 agosto 1930.

La famiglia di suo padre era emigrata dall’Irlanda nel XIX secolo mentre le origini di sua madre risalivano all’isola di Skye, nel nord della Scozia.

Fountainbridge era una zona piuttosto degradata di Edimburgo. Lì Connery crebbe in una stanza del quartiere con un bagno in comune e senza acqua calda .

Abbandonò la scuola all’età di 13 anni e lavorò consegnando latte, lucidando bare e posando mattoni prima di entrare nella Royal Navy, il ramo navale delle forze armate britanniche. Tre anni dopo fu però sospeso dal servizio dopo aver sofferto di ulcera peptica.

A Edimburgo, si guadagnò la reputazione di ” ragazzo duro ” quando sei membri di una banda cercarono di rubargli il cappotto e Connery li affrontò mandandoli al tappeto come se fosse stato James Bond.

Proprio questo personaggio gli cambiò completamente la vita portando la sua figura ad essere immedesimata in tutto il mondo con quella di James Bond.

Il suo nome è Bond, James Bond

I produttori Cubby Broccoli e Harry Saltzman avevano acquisito i diritti per girare i romanzi di Ian Fleming e stavano cercando un attore per interpretare l’Agente 007.

Vennero presi in considerazione attori del calibro di Richard Burton, Cary Grant e Rex Harrison e persino l’ex presentatore della BBC Peter Snow.

Fu la moglie del produttore Cubby Broccoli, Dana, a convincere suo marito che Connery aveva il magnetismo e la chimica sessuale per interpretare il ruolo dell’agente segreto.

Un’opinione che inizialmente non era condivisa dal creatore del personaggio, Ian Fleming. “Sto cercando l’agente Bond, non uno stuntman,” affermò.

Il romanziere inglese cambiò rapidamente idea quando lo vide sullo schermo.

Il regista Terence Young prese Connery sotto la sua ala protettrice e lo portò in ristoranti e casinò alla moda insegnandogli a comportarsi come avrebbe fatto James Bond, il tutto per far sì che quello scozzese un po’goffo riuscisse ad immedesimarsi nei panni di un agente segreto affabile e sofisticato.

Connery fece suo il personaggio mescolando crudeltà e arguzia nonostante a molti critici il personaggio non piacque e alcune delle prime recensioni furono crudeli.

Il pubblico, però, non era d’accordo e decretò la sua consacrazione.

Il successo arrivò con il film “Doctor No” (1962), la prima grande produzione cinematografica con il personaggio di James Bond come protagonista.

Sean Connery ha interpretato James Bond in sei film ed è stato l’attore che ha modellato il personaggio. Ha lasciato la serie dopo “Una cascata di diamanti”(1971) per paura di essere imprigionato nel personaggio di James Bond come in realtà accadde successivamente. Tornò in seguito nel film” “Mai dire mai “ (1983) ma era ormai chiaro che l’idillio tra l’attore e il suo personaggio si era interrotto.

Connery oltre James Bond

Immenso il suo curriculum in veste di attore al di fuori dell’agente segreto. Partecipò al film “Marnie” , diretta da Alfred Hitchcock (1964) e  alla commedia DisneyDarby O’Gill e il re dei folletti“‘(1959). A partire dagli anni ’70 prese parte a film di tutti i generi: dalla fantascienza Zardoz “(1974), “Assassinio sull’Orient Express” (1974), al remake spaziale di “Atmosfera zero“‘(1981), o a “La prima grande rapina al treno“(1978), il primo film importante di Michael Crichton.

Connery prese parte anche a produzioni che passeranno alla storia del cinema: l’avventura coloniale ‘L’uomo che volle farsi re’ (1975), fu successivamente Robin Hood in ‘Robin e Marian’ (1976) e interpretò l’indimenticabile Guillermo de Baskerville nel capolavoro ‘Il nome della rosa’ (1986).

William of Baskerville. Il nome della rosa (1986) | Top 5 Pic!

Il suo ultimo lavoro come attore è stato ” La leggenda degli uomini straordinari” (2003), in cui interpretò l’avventuriero immaginario Alan Quatermain, in una sorta di cerchio di chiusura della sua carriera.

Sean Connery può annoverare anche l’Oscar come migliore attore non protagonista nel film “Gli intoccabili” di Brian De Palma, insieme a 2 BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) e 3 Golden Globe. Ha partecipato anche a tutti i più importanti Festival del Cinema.

Nominato cavaliere dell’Impero britannico nel 2000, Sean Connery ci ha lasciati lo scorso 31 ottobre. Il suo addio è stato come un colpo al petto, alla James Bond.

I film della Mostra di Venezia 2020 che non potrai fare a meno di vedere

Sono davvero tanti i film che sono stati presentati all’ultima Mostra di Venezia, durante la quale il cinema italiano si è distinto ancora una volta per l’eccellenza delle trame e della bravura degli attori.

Ecco, perché abbiamo creato una lista di alcuni dei film che dovrai assolutamente vedere.

Spaccapietre di Gianluca e Massimiliano De Serio

Dal 7 settembre sarà in programmazione Spaccapietre, l’unico film italiano in concorso alle giornate degli autori di Venezia, che ha come protagonista Salvatore Esposito che interpreta Giuseppe, uno spaccapietre che perde il lavoro a causa di un incidente.

Lui vive con il figlio in quanto la moglie è morta in seguito a un malore, e i due si ritrovano senza casa, costretti a vivere in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali ma, nonostante ciò, Giuseppe non demorde e ha come unico obiettivo il futuro del figlio.

Notturno di Gianfranco Rosi

Questo documentario è ambientato in Medio Oriente tra Iran e Siria, e vede la quotidianità che si confronta con la guerra civile, dove la dittatura incombe e l’Isis opera attuando i suoi piani malvagi.

Questo documentario trasmette la nausea ed il malessere di chi vive in questo mondo, in quanto è impossibile ribellarsi a questa situazione e allo stesso tempo si viene costretti ad una prigionia interiore.

Assandira di Salvatore Mereu

Questo film, che verrà proiettato al cinema dal 9 settembre, si ispira al romanzo di Giulio Angioni e narra le vicende del pastore Costantino, del figlio Mario e della nuora tedesca Grete, che ha come scopo quello di trasformare l’agriturismo in un parco di turisti.

Le sorelle Macaluso di Emma Dante

Dal 10 settembre verrà trasmesso le sorelle Macaluso di Emma Dante, un film che si occupa di raccontare le varie fasi della vita delle sorelle Maria, Pinuccia, Lia Katia ed Antonella che vivono a Palermo.

Non odiare di Mauro Mancini

Quest’opera ha commosso il pubblico veneziano, in quanto parla di una storia moderna che però si trova a fare i conti con l’antisemitismo.

In una città del nord est un chirurgo ebraico di nome Simone interpretato da Alessandro Gassman, soccorre un uomo che rimane ferito in seguito a un incidente stradale, ma quando scopre che quest’ultimo ha un tatuaggio nazista lo abbandona al suo destino, ma poi preso dai sensi di colpa, rintraccia la famiglia di questo uomo e conosce la figlia maggiore Marika con cui instaurerà un profondo legame.

Miss Marx di Susanna Nicchiarelli

Questo film, che verrà proiettato nelle sale dal 17 settembre, racconta la vita di Eleanor, ovvero la figlia più piccola di Karl Marx, la quale fu una delle prime donne ad accostare il tema del femminismo a quello del socialismo e si occupò dei diritti delle donne e della violazione del lavoro, fino all’incontro con Edward Aveling, con cui vivrà un amore intenso e passionale.

Padre nostro di Claudio Noce

Questo film sarà trasmesso nelle sale dal 24 settembre, ed è ambientato negli anni di piombo quando Alfonso, interpretato da Francesco Favino, viene ferito da dei terroristi e questa scena viene osservata dal figlio di 10 anni Valerio e dalla moglie.

Da quel momento in poi la vita di Valerio cambierà In modo drastico, e tutto ciò che reputerà positivo sarà dato dall’incontro con un ragazzino ribelle di qualche anno più grande di lui, di nome Christian.

Guida romantica a posti perduti di Giorgia Farina

Questo film definito road movie, ci porta in giro per l’Europa, facendoci assaporare dei posti dimenticati dove una coppia di sconosciuti ritrova la propria personalità in seguito a delle piccole disavventure.

Paolo Conte via con me di Giorgio Verdelli

Questo documentario verrà proiettato il 28, il 29 ed il 30 settembre, e racconta appunto la carriera di Paolo Conte attraverso i suoi tour e la sua musica, regalandoci delle interviste a Camilleri, e con la partecipazione di Francesco De Gregori, Roberto Benigni, Jovanotti, Vinicio Capossela e molti altri artisti.

Lacci di Daniele Luchetti

Da ottobre sarà possibile guardare il film di Daniele Luchetti, che racconta la storia d’amore che viene a crearsi fra Aldo e Greta, una coppia napoletana degli inizi degli anni ’80 che nonostante sentimenti come il tradimento e la vergogna, continuerà a stare insieme per più di trent’anni.

Lasciami andare di Stefano Mordini

Questo film è stato l’ultimo della Mostra di Venezia r presente un viaggio nei sentimenti con un contesto sovrannaturale.

Marco e Anita scoprono di aspettare un figlio, e ciò è un fattore molto positivo in quanto tempo prima Marco aveva perso il figlio avuto dalla prima moglie.

Tutto sembra andare bene fin quando fa la sua comparsa una donna misteriosa di nome Perla, che dice di sentire delle voci.

 

 

Le migliori serie TV ambientate in prigione

Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom delle serie TV ambientate nelle carceri che ci presentano una realtà largamente sconosciuta alla stragrande maggioranza di noi. La vita nelle carceri, la corruzione che può esistere all’interno di questo mondo sotterraneo o le lotte tra gang ci sembrano storie di film ma, in fondo, sono molto reali all’interno di queste celle. Vogliamo farti conoscere la migliore serie di prigioni, sia attuali che classiche. Sono serie piene di avventura, mistero e azione che ti faranno trascorrere ore e più ore di divertimento, oltre a diventare consapevole di quanto può essere difficile la vita quando si è privati della libertà.

 

Prison Break, la serie carceraria per eccellenza

 

La migliore serie carceraria che è diventata ormai storica è senza ombra di dubbio Prison Break, un thriller carcerario che ha tenuto incollato il pubblico sin dalla prima stagione. Il protagonista è Michael Scofieldun uomo che decide di andare in prigione per cercare di far uscire suo fratello e liberarlo dalla pena di morte.

Suo fratello Lincoln è accusato di aver ucciso un importante membro del governo ma Michael sa che questa accusa è falsa e che suo fratello è innocente. Entrando in prigione, il suo obiettivo è realizzare il piano di fuga studiato da molto tempo e tatuato sulla pelle. Una trama frenetica, emozionante e sorprendente che si snoderà tra diversi penitenziari e ti catturerà dall’inizio alla fine mostrando quanto sia complicata e pericolosa la sopravvivenza in prigione.

 

Orange is the new black, successo infinito

 

Di recente creazione ma diventata subito un must “Orange is the new black” è una storia che si ispira a eventi reali e ci racconta la storia di Piper Chapman , una donna che viene improvvisamente informata che deve trascorrere 15 mesi in prigione. Il motivo della sua reclusione è un crimine che ha commesso con la sua ex ragazza e per il quale sarà ora ritenuto responsabile nei confronti della società.

Sebbene il personaggio di Piper sia quello centrale, la verità è che durante l’intera serie incontreremo personaggi indimenticabili di donne che sono imprigionate e che cercano di sopravvivere alla dura vita del carcere come possono. Il sostegno reciproco, la rivalità e il legame affettivo che si crea dietro le sbarre sono alcuni dei temi che si possono vedere in questa serie che ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica.

 

Vis a Vis, la serie carceraria spagnola

 

Adesso parliamo di una delle migliori serie carcerarie che sono state create e prodotte in Spagna: Vis a Vis.

Qui incontreremo Macarena, una ragazza innocente che viene messa in prigione a causa del suo capo poiché costretta a commettere alcune truffe e appropriazione indebita nei conti dell’azienda. La storia ruota attorno a questa ragazza buona e innocente che deve affrontare una dura vita in prigione e diventare una bestia per sopravvivere in questa giungla piena di sbarre. Non potrete non innamorarvi di un personaggio come Zulema, la cattiva per eccellenza che ne combinerà di tutti i colori.

 

Wentworth, remake di successo

 

Questa è un’altra serie che si concentra sulla quotidianità in una prigione femminile e rappresenta un remake di “Prisioner”, una serie degli anni ’80 che ha riscosso un grande successo in Australia. “Wentworth” racconta la storia di una donna che ha tentato di uccidere il marito e in questa prigione femminile incontriamo donne pericolose e colpi di scena continui che ci terranno con il fiato sospeso. Una serie che ha ritmo, intrigo e tensione drammatica .

 

Oz, una serie di prigioni della HBO

 

Questa serie statunitense ha già 20 anni  e spiega la vita quotidiana dell’Oswald State Correctional Facilit, una prigione di massima sicurezza dove convivono uomini molto pericolosi che stanno scontando le loro pene.

“Oz” mette in luce una sorta di denuncia contro il sistema carcerario che, invece di riabilitare le persone, le punisce e le costringe a diventare criminali per sopravvivere in un ambiente così ostile. La linea sottile che separa il buono dal cattivo è sfumata in questa serie che sicuramente ti catturerà sin dall’inizio.

GoDot: ecco come i teatri rispetteranno le misure anti-Covid 19

Si chiama “GoDot” ed è un’iniziativa davvero molto particolare.

Il progetto è stato già presentato il 18 maggio 2020, e ci saranno diverse altre presentazioni in arrivo, prima che tutto possa essere utilizzato e messo in campo in modo ufficiale, dal 10 al 17 luglio.

Tutti i teatri potranno scaricare “GoDot”, cioè un programma totalmente gratuito che mette a disposizione dei luoghi teatrali diverse opportunità per poter rispettare le misure anti-Coronavirus.

Non è facile, infatti, far coincidere l’apertura dei teatri al pubblico, per la quale il Governo ha stabilito il 15 giugno come data, con il rispetto delle misure contro il possibile contagio.

Proprio per facilitare le cose, è nato GoDot, ovvero una serie di indicazioni utili e anche strumenti digitali da poter utilizzare.

GoDot: di che cosa si tratta

GoDot è un protocollo pensato esclusivamente per i teatri e gratuito per chiunque voglia partecipare o utilizzare gli strumenti che mette in campo.

È stato ideato dallo staff del festival UTU, la cui sigla sta per “Urbino Teatro Urbano”, ma anche dal CTU, cioè dal Centro Teatrale dell’Università di Urbino.

Si tratta di una serie di misure utili che dovranno essere adottate per cercare di facilitare il rispetto delle misure contro il contagio da Coronavirus, all’interno dei teatri.

Prima di tutto il protocollo in questione presenta una serie di segnaletiche sia orizzontali sia verticali, che vengono realizzate nei teatri con disegni ludici e soprattutto in modo particolare.

Questo serve sia per cercare di dare un tocco originale e dotato anche di una componente divertente, sia ovviamente ad indicare chiaramente al pubblico da dove dovrà entrare e da dove dovrà uscire e soprattutto come dovrà rimanere distanziato dalle altre persone, prima di prendere posto nel teatro.

In realtà GoDot offre anche molti strumenti digitali.

Gli strumenti digitali utilizzati

All’interno di GoDot sono state previste anche importanti strumentazioni digitali.

Si parla in particolare di un’applicazione che tutti possono scaricare gratuitamente e utilizzare sempre per cercare di evitare il contagio, e anche di diversi voucher.

Per quanto riguarda questi ultimi però, se ci fosse qualcuno non esperto nel campo digitale, c’è anche la possibilità di sostituire il tutto con dei foglietti cartacei, che simboleggiano l’accumulo di punti utili ad ottenere poi un particolare sconto oppure offerta.

Per quanto riguarda l’app, si chiama “Digital Arianna” ed è stata ideata da DIGIT srl.

Si tratta di un’applicazione che traccia i possibili contagi ma preserva in modo perfetto i dati dell’utente. Quest’ultimo infatti può togliere o inserire questi ultimi a proprio piacimento.

I voucher invece possono essere ottenuti con l’accumulo di punti, che vengono garantii al pubblico che partecipa ad una certa rappresentazione teatrale dal vivo.

Questi punteggi vengono inseriti nell’app, ma come già detto, chiunque non volesse utilizzarla può ricevere dei cartoncini, che simboleggiano l’accumulo di punteggio utile per poter poi avere il voucher.

Tutta questa serie di iniziative servirà per mantenere le distanze di sicurezza e rispettare anche le misure contro il Coronavirus, facendo però anche divertire il pubblico e soprattutto mirano a cercare di agevolarlo, anche con offerte e sconti.

Come scegliere il televisore più adatto alle proprie esigenze

Il mercato digitale è sempre in grande fermento e in costante evoluzione. Per restare al passo coi tempi bisogna fare uno sforzo e seguire i tanti trend che il mercato sforna di continuo. Un esercizio non facile, soprattutto per chi non è molto avvezzo alla tecnologia. Ma appare inevitabile farlo se è vero (come è vero) che ad esempio anche un oggetto più “statico” come il televisore ha subito dei cambiamenti notevoli negli ultimi anni. E non ci riferiamo soltanto all’introduzione delle smart tv, ma anche a tutta una serie di dispositivi che fino a qualche tempo fa erano impensabili. Analizzando le recensioni tv degli ultimi mesi è possibile rendersi conto di quanto questo elettrodomestico stia cambiando volto. Andiamo a vedere da vicino quali sono le caratteristiche di un televisore moderno, e quindi quale può essere la scelta che fa al caso nostro.

Smart tv e tv tradizionale: generazioni diverse a confronto

Per chi è abituato ad associare alla televisione lo “zapping” dei canali, l’introduzione della smart tv sarà sembrata un’innovazione senza precedenti. In realtà si tratta di una soluzione quasi inevitabile visti i tempi che corrono: il ruolo fondamentale nelle smart tv è giocato dal sistema operativo che esse anno, visto che si parla di diffusione di contenuti di vario genere.  Un’altra caratteristica fondamentale in una smart tv risiede nella potenza del processore, che determina la velocità con la quale l’apparecchio sarà in grado di contenere e riprodurre le varie app.

Le  nuove tecnologie legate ai televisori

I televisori di nuova generazione presentano una serie di tecnologie all’avanguardia che ne determinano, in un senso o nell’altro, le prestazioni.  Tutti voi avrete sentito parlare di televisori al plasma, tecnologia che però sembra ormai superata. Le nuove tendenze hanno portato a sistemi di retroilluminazione come Lcd e Led (che praticamente si equivalgono in termini di prestazione) e Oled. Questi ultimi hanno maggiore profondità nei pixel e assicurano una qualità dell’immagine complessivamente superiore, ma sono ancora molto costosi. Un ulteriore tecnologia legata al Led è quella del Quantum Dot, che utilizza dei microcristalli per esaltare maggiormente i colori. Anche questa è una novità per così dire “di èlite” e quindi molto costosa al momento, ma il futuro sembra ormai tracciato da questo punto di vista.

Infine ci sono da menzionare i display curvi, sperimentati da alcune aziende per fornire un’esperienza completamente diversa ai consumatori. Le differenze con lo schermo piatto sono notevoli, e non necessariamente sono i benefici a spiccare rispetto ai difetti, almeno per il momento.

Le principali caratteristiche di un televisore

Detto delle novità dal punto di vista tecnologico, è il caso di passare ad analizzare le principali caratteristiche di un televisore, quelle che poi determinano la scelta finale.  La prima che ci viene in mente è la risoluzione, visto i progressi degli ultimi anni. Attualmente un televisore può avere tre tipi di risoluzione: quella Hd Ready, quella Full Hd e quella Ultra Hd (o 4 k). Inutile dire che la soluzione Ultra Hd è la più costosa, per cui è il caso di assicurarsi di avere una buona banda qualora si opti per questa soluzione.

3D e Hdr sono altre due caratteristiche ormai fondamentali in un televisore. Il 3D consente di migliorare la profondità delle immagini, mentre la tecnologia Hdr (High Dynamic Range) è in grado di mostrare le sfumature e le luci che una normale televisione non riesce a mettere in risalto. Ci sarebbero molte altre caratteristiche tecniche che un televisore può comprendere (gli standard supportati, il numero di ingressi ecc.) ma quelle che abbiamo elencato sono quelle che saltano maggiormente all’occhio.

Cosa c’è da sapere sul canone Rai in bolletta

Il pagamento del canone Rai in bolletta è stato introdotto nel nostro Paese attraverso la Legge di Stabilità 2016: chi volesse ottenere tutte le informazioni di cui ha bisogno in proposito può consultare il sito Internet www.canone.rai.it, oppure chiamare un numero verde dedicato, l’800 93 83 62, che è attivo dal lunedì al sabato dalle 9 del mattino alle 9 di sera. Nella legge che ha previsto questa novità si fa riferimento al concetto di presunzione di possesso: si presume, cioè, che chiunque sia intestatario di un contratto di fornitura elettrica possieda anche un apparecchio televisivo. Il canone è a tutti gli effetti un’imposta obbligatoria, che si applica – appunto – a chi possiede un televisore, anche se esso non viene usato. L’inserimento della tassa in bolletta è stato deciso per contrastare l’evasione e automatizzare i pagamenti. L’importo complessivo viene suddiviso e addebitato nella bolletta della luce, anche nel caso in cui per le bollette sia prevista la domiciliazione bancaria; non è più previsto, quindi, il bollettino postale pre-compilato di una volta.

Il canone Rai nel 2018 ha un costo di 90 euro, come nel 2017: l’anno prima, invece, costava 100 euro. La suddivisione in 10 rate mensili fa sì che in ogni bolletta da gennaio a ottobre si paghino 9 euro in più, dovuti proprio al canone; non ci sono maggiorazioni, invece, per il mese di novembre e per quello di dicembre. Come è ovvio, l’addebito previsto è pari a 18 euro nel caso di fatturazione bimestrale. L’esenzione è concessa unicamente a chi dichiara di non essere in possesso di un televisore, ma per ottenerla è necessario presentare la relativa domanda entro il 31 gennaio.

Come funziona il canone

Chi vuol scoprire un altro modo – del tutto legale, ovviamente – per non pagare il canone Rai può cliccare qui. Ma in cosa consiste di preciso il canone? Benché esso debba essere pagato da chiunque possieda un televisore, non è una tassa di possesso. Per altro devono pagarlo sia coloro che possiedono apparacchi adattabili alla ricezione dei canali Rai, sia coloro che usano i televisori in altro modo – magari solo come monitor per il computer -. Gli smartphone, i tablet e i pc devono essere ritenuti apparecchi adattabili nel caso in cui siano muniti di un sintonizzatore tv, e in quanto tali presuppongono il pagamento del canone. La tassa non deve essere versata, invece, se i programmi vengono guardati in streaming.

L’esenzione per gli over 75

Le persone che hanno più di 75 anni sono esentate dal pagamento del canone Rai, ma a condizione che non convivano con altri soggetti – eccezion fatta per il coniuge – che dispongano di un reddito proprio. Un’altra condizione da rispettare è che il reddito familiare complessivo sia inferiore agli 8mila euro all’anno.

Come si fa a non pagare il canone Rai

Non disporre di un televisore non è sufficiente per essere esentati dal pagamento del canone Rai: occorre, infatti, presentare un’autocertificazione, che può essere compilata tramite un modulo che è disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Il Quadro A deve essere compilato da chi dichiara di non possedere un televisore anche avendo un contratto per la fornitura energetica, mentre il Quadro B deve essere compilato da chi dichiara che un altro membro del nucleo familiare paga il canone Rai anche se non è intestatario di un contratto per la fornitura di energia elettrica.

Una volta che è stato compilato a dovere, il modello deve essere stampato e inviato allo Sportello abbonamenti TV dell’Agenzia delle Entrate, tenendo presente che la data di spedizione che risulta dal timbro postale fa fede come data di presentazione. Volendo, si può fare riferimento anche al sito dell’Agenzia delle Entrate per eseguire l’autocertificazione per via telematica, ma in questo caso è necessario disporre delle credenziali Entratel o Fisconline.

 

Come scegliere un bookmaker per le scommesse?

Sei davanti alla tua televisione, comodamente seduto sul divano, quando proprio sul più bello ecco che il tuo film preferito si interrompe per lasciare spazio alla pubblicità.

Annoiato, ma anche un po’ infastidito, stai per cambiare canale quando la pubblicità di uno dei più noti bookmaker ti colpisce perché ti regala un bonus in soldi per scommettere gratis da computer.

La curiosità prende il sopravvento e decidi subito, smartphone alla mano, di iscriverti e provare subito l’ebbrezza di giocare da casa, lontano da occhi indiscreti, ma prima di tutto cerchi un bonus come quelli presenti su Bookmakersaams.bet

Certamente da quando si può scommettere on-line da telefonino, da tablet e da computer le scommesse online hanno moltiplicato i loro profitti in modo vertiginoso, non solo perché puoi giocare in totale anonimato, ma anche perché non c’è più bisogno di uscire di casa, prendere la macchina ed andare in un centro scommesse.

Prima però di provare il brivido di fare una scommessa on-line bisogna sapere cosa bisogna fare per iscriversi in un sito di scommesse e quali sono i siti di scommesse on-line più sicuri ed affidabili.

Certamente per scommettere bisogna essere maggiorenni, ovvero aver compiuto il diciottesimo anno di età e avere la carta di identità o la patente di guida, perché i siti di giochi d’azzardo più affidabili chiedono sempre al momento della registrazione di caricare un file con un documento di identità valido.

Altro requisito fondamentale prima passare all’iscrizione è controllare che il sito scelto abbia la licenza AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ossia che sia presente sul sito della agenzia delle dogane e dei monopoli.

La licenza AAMS certifica e fa da garante, assicurando la trasparenza sul gioco e certificando che il sito di scommesse che abbiamo scelto è in regola.
Potrebbe sembrare una procedura di poco conto, ma ricordatevi che quando vi iscrivete fornite non solo tutti i vostri dati personali nonché copia dei vostri documenti d’identità, ma dovete caricare sul sito anche i vostri soldi per poi utilizzarli per scommettere.

Ecco perché la legge italiana è molto attenta quando si parla di gioco d’azzardo, perché, in primis, vuole tutelare i giocatori affinché non vengano truffati e soprattutto per evitare che il gioco diventi, con il passare del tempo, una vera e propria dipendenza.

A questo punto non resta che digitare su google migliori siti di scommesse on line e individuare quelli che hanno i suddetti requisiti.
Un consiglio che diamo è quello di fare qualche confronto prima di iscriversi perché alcuni di essi offrono un bonus di benvenuto e quindi possiamo avere la prima scommessa gratis così anche da capire meglio come si gioca e soprattutto come scegliere il bookmaker migliore.

Finalmente avete avuto l’accesso al sito e con esso inizierete ad avere l’imbarazzo della scelta potendo scommettere non solo sul vostro sport preferito, ma anche sulla singola competizione ovunque essa sia, ma la cosa più bella che in alcuni siti è possibile fare le scommesse live, ossia fare la “puntata” in tempo reale mentre l’evento è in corso di svolgimento.

Allo stesso modo esistono le scommesse virtuali, ossia la possibilità di giocare su avvenimenti simulati on-line di corse di automobili, motociclette, ma anche corse di cavalli, di cani il tutto in un ambiente virtuale ma rigorosamente in diretta streaming.

A questo punto non ci resta che provare, soprattutto se si riesce a trovare una formula di iscrizione con bonus e tentare subito la sorte, ricordandosi che comunque l’esperienza è sempre quel valore aggiunto che vi farà vincere con molta più facilità.

Gomorra la serie, il riassunto e le aspettative per il futuro

Tante vicende collegate e personaggi implicati

Indubbiamente Gomorra la serie è diventata in poco tempo una di quelle col maggior seguito a livello italiano.

Tantissimi sono i fan di questa serie che ha interessato non solo coloro che vivono in territori interessati dalla camorra, ma anche coloro che hanno manifestato interesse per le vicende dei boss della provincia di Napoli.

Una terza serie che si è manifestata ricca di eventi cruciali e che è terminata in maniera per molti inaspettata. Durante Gomorra 3 è emerso un Ciro Di Marzio combattivo ma nel contempo pronto ad agire da dietro le quinte.

La scia dell’uccisione della figlia per mano dei rivali e soprattutto della morte della moglie, uccisa da lui stesso, è stata costante nell’arco della serie: Ciro si è dimostrato perciò emozionalmente sempre molto freddo. Ma nel contempo proprio lui ha fatto il possibile per non perdere il suo amico d’infanzia Genny Savastano che alla fine sarebbe diventato colui che ne ha favorito la morte.

Anche se regna l’incertezza in merito alla morte di Ciro Di Marzio: è morto davvero oppure no?

Genny Savastano e Sangue Blu: due protagonisti in ascesa

Se durante la terza serie emerge un Genny Savastano vicino alla fine e che viene messo alle strette dalla vecchia alleanza con a capo i più anziani boss della zona, le cose cambiano sul finire della stessa. Genny grazie all’avvicinamento della famiglia, dopo aver pagato tutto ciò che richiedeva il suocero don Giuseppe Avitabile, alla fine acquisisce una forza che probabilmente nell’arco delle varie serie non ha avuto.

Forza e voglia di conquistare il mondo della camorra sono le parole d’ordine anche per Sangue Blu, un personaggio emerso nell’ultima serie e che si candida già a protagonista della quarta. Proprio lui è il giovane dalle belle speranze e con tanta cattiveria in corpo anche per via dell’uccisione dell’amata sorella.

Si capisce perciò che la quarta serie non potrà che avere loro come protagonisti indiscussi, assieme alla nuova iena, ovvero Patrizia che dopo aver fatto fuori con le sue mani Scianel diventa un elemento fondamentale per la serie.

Qualche anticipazione per la quarta serie

Gomorra 4 si preannuncia ricca di novità e soprattutto di capovolgimenti rispetto alle ultime vicende avvenute. Innanzitutto va precisato che c’è un velo di mistero attorno alla morte di Ciro Di Marzio, l’immortale.

Molti parlano di concreta possibilità di rivederlo nella serie successiva dove potrebbe essere ancora una volta uno dei personaggi principali. Non solo Ciro Di Marzio però, in quanto gli autori di Gomorra la serie stanno provando a convincere Marco Palvetti, ovvero colui che interpreta Salvatore Conte a tornare nella serie.

Dunque potrebbe esserci un grande ritorno, anche se resta da capire la volontà dello stesso attore che aveva parlato di fine definitiva con Gomorra. Senza dimenticare che Gomorra 4 avrà come location italiana non più solo Napoli e il suo hinterland, ma anche la Sicilia dove ci saranno una serie di vicende importanti. Dunque una quarta serie di Gomorra che fin da ora si preannuncia come una delle più emozionanti e ricche di eventi.

Fonte: Gomorra la serie, Speciale SkyTG24