Origini e storia della lavorazione ferro battuto

Cenni storici.

Il ferro battuto è considerato il primo tipo di acciaio che è stato scoperto. Veniva insufflato in un forno a cupola dalle altissime temperature per ore e successivamente estratta la spugna di ferro, o blumo, e poi battuta per permettere l’eliminazione delle scorie, da qui il nome ferro battuto.

Questo materiale è considerato un elemento molto importante tant’è che è stato inserito nell’ambito delle Arti Decorative subendo, peraltro, numerosi cambiamenti nel coso dei secoli in termini architettonici. La lavorazione del ferro battuto è aumentata, in maniera esponenziale, nel coso del tempo.

Inizialmente il numero dei lavori richiesti era basso ed, infatti, questi venivano eseguiti in maniera artigianale dai fabbri anche su disegni forniti dai committenti. Successivamente con l’aumentare della popolazione e, quindi, anche delle richieste, si è sentita l’esigenza di migrare la lavorazione del ferro battuto su scala industriale. Mentre prima il fabbro seguiva per intero tutto il ciclo di lavorazione del ferro, tra Ottocento e Novecento, con l’avvento dell’industria i materiali arrivano già squadrati, pronti al taglio e alla lavorazione.

Oggi giorno il mestiere del fabbro è in lento ed inesorabile declino un pò per la mancanza, proprio, di personale specializzato, per costi di produzione particolarmente onerosi e sopratutto per una fortissima concorrenza di mercato.

Tuttavia esistono sul mercato diverse aziende, anche on line che, per garantire un’alta qualità dei prodotti realizzati, effettuano le lavorazioni ancora con metodi del passato perlopiù tecniche tramandate di padre in figlio.

Vengono utilizzate ad esempio la forgia, il maglio a balestra, grazie al quale il ferro viene sagomato con pochi colpi precisi, e successivamente viene adagiato su un’incudine, per essere poi sagomato a piacere con il martello. In contrapposizione la manifattura industriale su larga scala offre al cliente finale un prodotto di buona qualità ad un prezzo accessibile.

Fasi lavorazione del ferro battuto.

  1. Fase 1.
    Consiste nello stilare un progetto del prodotto finito in termini di altezza, di lunghezza e di larghezza e altre caratteristiche proprie dell’oggetto.
  2. Fase 2
    Il pezzo di ferro viene tagliato in base alle misure desiderate. Successivamente viene introdotto in un caminetto,chiamato forgia, appositamente scaldato fino a raggiungere una temperatura di 1000 gradi circa.
    Il pezzo di ferro diventa, così, incandescente arrivando ad ottenere una colorazione rosso-giallastra. Questo indica il giusto stato che il ferro deve ottenere (tra i 700° C e i 900° C) per essere successivamente lavorato. Il passo successivo è l’operazione di sagomatura effettuata tramite il maglio. Questa fase viene ripetuta tante volte in base alla dimensione del ferro da lavorare. Una volta terminato, i vari pezzi vengono uniti tramite saldatrice o tramite chiodatura e, se riportato sul progetto, anche incisi.
  3. Fase 3.
    Una volta terminata la struttura vengono apportate le ultime modifiche e successivamente viene verniciata. Se la struttura è un cancello o un’inferriata o qualsiasi oggetto che dovrà essere collocato all’esterno, si dovrà procedere all’operazione di metallizzazione (sabbiatura e successiva zincatura) per evitare che si deteriori.