Zalone vs Siani

Zalone vs Siani a confronto

Gli appassionati dei film italiani non si saranno fatti scappare il testa a testa sfiorato fra Checco Zalone e Alessandro Siani.
Entrambi italiani, con alle spalle un bagaglio di esperienze di stampo comico e cabarettistico, li abbiamo conosciuti dalla televisione nei primi anni del duemila e abbiamo seguito la loro evoluzione come registi.

Checco Zalone

Classe 1977, di origini pugliesi (anche se come vedremo finge di avere origini napoletane). Se escludiamo le prime esperienze attoriali a livello più locale, quindi riservate ad un pubblico più ristretto, possiamo dire che la carriera, per uno Zalone appena trentenne, ha inizio nel 2006, quando calca le scene di “Zelig Off “e “Zelig Circus” sui canali Mediaset.
Per esibirsi, Luca Medici (questo il suo vero nome) si inventa lo pseudonimo di Checco Zalone, che deriva dall’espressione barese “Che cozzalone!” che significa “Che tamarro!”. Il suo personaggio infatti prende ispirazione dai quei cantanti che nei matrimoni del Sud Italia rivedono in chiave neomelodica le hit e i classici del momento. Questa caratterizzazione prende sicuramente spunto dalla sua esperienza musicale con vari musicisti jazz di origine pugliese. Il personaggio che Checco mette in scena è spiccatamente napoletano nella parlata, vittimista e scapestrato, dissacrante e sgrammaticato, e di questo fa la sua firma comica. Il personaggio subisce una sorta di maturazione nella sua strada verso il one man show “Checco Zalone Show” che si guadagnerà la prima serata su Canale 5.
É proprio durante questa evoluzione che, fra comparsate in vari programmi tv e hit musicali come “Siamo una squadra fortissimi”, dedicata alla Nazionale italiana di calcio, e “A me mi piace quella cosa” Zalone raggiunge il successo.
Piace il suo modo di modificare, rivedere, storpiare e fare a pezzi le canzoni che tutti conosciamo.
É a questo punto che Checco decide di cavalcare l’onda della popolarità. Scrive un libro (“Se non avrei fatto il cantante” edito da Kowalski) per poi lanciarsi nella carriera di regista con il suo primo film “Cado dalle nubi” nel 2009.
La scelta sembra azzeccata, il suo personaggio, trasportato dalla tv al grande schermo, non perde né smalto né séguito.
Ci riprova nel 2011 con “Che bella giornata” e passa brillantemente il test. La sua parodia irriverente dell’italiano medio e dei suoi luoghi comuni sbanca il botteghino. Nel 2013 è la volta di “Sole a catinelle” e c’è chi ama a tal punto la sua parodia, la simpatica ignoranza messa in scena, da dichiararlo come la più riuscita fra le sue pellicole. Pare non essere così però, perché sarà “Quo vado?” nel 2016 ad entrare nella top ten dei film italiani con maggiori incassi. Eccoci quindi all’ultima opera, “Tolo tolo” che nonostante affronti tematiche più spinose e delicate, più mature, ottiene incassi da record.
Zalone ha inventato un tipo di “comicità casuale”, quella che sbuca fuori fra una frase e l’altra così, spontaneamente. Piace perché non cerca di essere poetico, non ha paura di risultare sgradevole è schietto, vuole incarnare le bassezza dell’italiano medio, e noi non possiamo che riderne (amaramente) come facevamo con i personaggi interpretati da Alberto Sordi; chissà se Checco è consapevole di essere paragonato ad un nome tanto amato nel panorama del cinema italiano.

Alessandro Siani

Di origini napoletane, del 1975, nasce come Esposito e si ribattezza Siani per ricordare il giornalista vittima della camorra Giancarlo Siani. I suoi primi sketch di cabaret trovano il riconoscimento in premi come il Premio Charlot come cabarettista dell’anno. I suoi esordi esordi televisivi come attore comico lo vedono impegnato in programmi di tv locali, mentre la prima partecipazione alle reti nazionali è nel 2003 su Raidue alla trasmissione Bulldozer. Pur mantenendo attiva la sua attività teatrale, diventa attore per il grande schermo nel 2006 recitando in “Ti lascio perché ti amo troppo” e comparendo anche in “Natale a New York” (2006) e “Natale in crociera” (2007). É però più conosciuta la sua partecipazione, assieme a Claudio Bisio, a “Benvenuti al Sud” del 2010, in cui veste i panni del postino Volpe per poi indossarli nuovamente nel seguito “Benvenuti al Nord” del 2012.
Nel frattempo continua a girare l’Italia con i suoi spettacoli teatrali come “Sono in zona”. Torna come attore sul grande schermo con “La peggior settimana della mia vita” recitando a fianco di Fabio De Luigi ma è nel 2013 fa il grande salto, facendo sia la parte di attore che la regia per la pellicola “Il principe abusivo” in cui mette in scena una commedia sentimentale a cui segue “Si accettano miracoli” nel 2015. Il suo “Mister felicità”, nel 2017, annovera fra gli attori del cast Diego Abatantuono ed incassa 10 milioni di euro al botteghino. L’ultimo film, “Il giorno più bello del mondo” esce nel 2020, e propone una storia con tratti da favola contemporanea ed effetti speciali.
La nota stilistica di Siani è la leggerezza. Le sue battute piacciono al pubblico partenopeo e il suo umorismo fortemente napoletano ha molto successo fra i più giovani.